Il pericolo delle “batterie zombie”: possono provocare incendi e mettere in pericolo vite umane

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rischio incendi in discarica

Un grido d’allarme quello lanciato da un’associazione inglese che denuncia l’enorme quantitativo di batterie gettate nell’indifferenziata o con metallo, vetro o carta. Avrebbero provocato almeno 260 incendi in un anno

Le hanno soprannominate “batterie zombie” perchè anche se nessuno fa caso a loro possono provocare danni gravissimi. Si tratta di batterie che vengono gettate nell’indifferenziato anzichè essere smaltite conferendole nelle isole ecologiche presso gli spazi ad hoc per il recupero o lo smaltimento; ed in questo modo stanno provocando una ricca serie di incendi nelle discariche. L’allarme arriva dal Regno Unito dove in queste ore è stata lanciata una campagna chiamata Take Charge dalla Environmental Services Association (ESA), sostenuta dalla maggior parte delle società di riciclaggio e di gestione dei rifiuti d’Inghilterra. L’associazione ha rivelato che soltanto in questo paese e nell’arco di un solo anno ovvero tra il mese di aprile del 2019 e marzo 2020, almeno 260 degli incendi divampati nelle discariche sarebbero stati innescati proprio dalle batterie zombie presenti negli impianti di riciclaggio o di gestione dei rifiuti. Non si tratterebbe, dunque, solo di roghi dolosi ma di errori nel ‘comporre’ i sacchi dei rifiuti fatti comunque dalle persone, non suddividendo correttamente i materiali.

Enorme pericolo sia per l’uomo che per l’ambiente

In tanti si sono dunque chiesti che cosa sia una batteria zombie: ebbene, si tratta di batterie scariche presenti in dispositivi come utensili elettrici, laptop, telefonini che vengono buttate nel sacchetto della spazzatura e che “tornano dalla tomba” attaccando gli impianti di riciclaggio e l’intero ciclo di gestione dei rifiuti. Provocano infatti esplosioni improvvise e alto è il rischio di incendi se mescolate con materiali quali plastica, metalli, carta o altri rifiuti. Se presenti nei sacchetti dei rifiuti generici inoltre, possono essere compattate o perforate, triturate oppure riempite di liquidi e la conseguenza è il rischio di surriscaldamento e che si inneschi un rogo, mettendo dunque in serio pericolo le persone che lavorano negli impianti, oltre a provocare seri danni all’ambiente, e questo anche quando non provocano un incendio. Infatti contengono materiali o sostanze chimiche la cui fuoriuscita può essere estremamente dannosa. Da qui la richiesta dell’associazione alla popolazione: gettare le batterie negli appositi bidoni o in alternativa nei centri di raccolta RAEE.

 

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