Rapporto McCarrick: false testimonianze e inganni, così divenne cardinale con Giovanni Paolo II

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Il Vaticano ha presentato il rapporto McCarrick in cui vengono illustrate le motivazioni che gli hanno permesso di diventare cardinale nonostante le accuse.

Le accuse prima e i crimini conclamati poi, compiuti dal cardinale McCarrick, ex arcivescovo di Washington sono state la dimostrazione definitiva di come il sistema di denuncia e punizione degli abusi perpetrati dai prelati non funzionava. Quando è scoppiato il caso a livello mediatico, a causa della denuncia di Monsignor Viganò, i reati e gli abusi commessi da McCarrick erano già noti a molte personalità della Chiesa.

Le prime accusa a carico di McCarrick giunsero sino in Vaticano a partire dalla metà degli anni ’90 e quando Giovanni Paolo II decise di nominarlo arcivescovo di Washington era a conoscenza delle accuse che gravavano su di lui. Ma se il pontefice era a conoscenza di queste accuse, come mai non ha sospeso la nomina e istituito un processo canonico? Proprio per questo motivo il Vaticano ha redatto un rapporto in cui sono raccolti tutti i documenti riguardanti McCarrick ed in cui vengono spiegate le decisioni prese da Papa Wojtyla e da Papa Ratzinger.

Rapporto McCarrick: le false testimonianze e gli inganni che gli hanno permesso di diventare cardinale

Nel rapporto si legge che Giovanni Paolo II lo nominò vescovo di Metuchen nel 1981, quindi di Newark nel 1986, basandosi sui rapporti che gli giunsero dagli Stati Uniti. In questi McCarrick veniva definito un “gran lavoratore ed efficace raccoglitore di fondi”. In quel periodo, dunque, non erano emerse accuse a suo carico. Qualche ombra sulla sua condotta sessuale è emersa a partire dagli anni ’90. La prima denuncia giunse nel 1992 un prete notò e rapportò l’attività sessuale di McCarrick con un sacerdote. Questa testimonianza non venne ritenuta affidabile, poiché lo stesso sacerdote era stato precedentemente accusato di abusi sessuali.

Altre testimonianze emersero tra il ’92 ed il ’93, tramite lettere anonime. Per prassi, però, tutte le denunce anonime in quel periodo venivano scartate automaticamente. Nel ’95, quando Giovanni Paolo II incontrò McCarrick, nella diocesi americana si sapeva che aveva condiviso il letto con giovani preti adulti e con giovani seminaristi adulti. Quando nel 2000 è giunto il momento di nominare l’arcivescovo di Washington, dunque, il papa era a conoscenza delle voci e delle accuse.

Il dubbio nel 2000

Il cardinale di New York, O’Connor, disse al Papa che sarebbe stato imprudente spostare McCarrick ad incarichi più prestigiosi. Giovanni Paolo II chiese allora al Nunzio negli Usa, Montalvo, di indagare sulle accuse che pendevano sul vescovo. Questo scrisse a quattro vescovi di New York, i quali confermarono che McCarrick aveva avuto rapporti sessuali con altri preti, ma anche che non risultava che tra questi ci fossero minori o persone non consensienti. La condotta morale del vescovo aveva convinto Giovanni Paolo II a sospendere la nomina.

Tuttavia, nel giugno di quell’anno, McCarrick stesso inviò al pontefice una lettera in cui sosteneva di essere innocente e che le accuse erano infondate. Il Papa, allora, cambiò idea e decise di nominarlo Arcivescovo. Probabilmente, si legge nel rapporto, Wojtyla fu indotto a prendere quella scelta poiché per esperienza aveva assistito ad accuse infondate per screditare i sacerdoti in Polonia durante la dominazione comunista.

Il periodo di Ratzinger e di Bergoglio

Le accuse a carico di McCarrick riemersero nel 2005, quando Benedetto XVI divenne papa. Poco prima Ratzinger gli aveva rinnovato l’incarico per altri due anni, ma quando seppe delle accuse gli consigliò di chiedere le dimissioni e andare in pensione. Nel 2006, dunque, McCarrick andò in pensione. Benedetto XVI, inoltre, gli consigliò di limitare i viaggi e di tenere un profilo basso finché non sarebbe stata fatta luce sulla verità.

Perché Benedetto XVI non avviò un processo canonico? Ecco cosa si legge nel rapporto: “Una serie di fattori sembra avere influito sul fatto che Papa Benedetto XVI non ha avviato un processo canonico formale: non c’erano accuse credibili di abusi su minori; McCarrick dichiarò nuovamente, sul suo ‘giuramento di vescovo’, che le accuse erano false; gli addebiti di cattiva condotta con adulti si riferivano a fatti avvenuti negli anni ‘80; e non vi erano indicazioni di alcuna cattiva condotta recente”.

Quando Papa Francesco è diventato papa, la questione McCarrick era già stata discussa due volte e il pontefice ritenne che i suoi predecessori avessero esaminato la vicenda e che avessero ritenuto infondate le accuse. Quando, però, sono riemerse le accuse, Francesco ha subito aperto un processo canonico, lo ha cacciato dal collegio dei cardinali e successivamente “spretato”.

Questa vicenda ha convinto papa Bergoglio che andavano fatte delle modifiche sul sistema di denuncia e indagine nei casi d’abuso. Il papa ha annullato il segreto pontificio, ha permesso la collaborazione con le forze dell’ordine ed ha imposto che vengano prese in considerazione e verificate anche le denunce anonime.

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