Schiacciato dal compattatore di rifiuti, operaio 23enne lascia moglie e figlia di un anno

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La società H&A Recycling Limited si è dichiarata colpevole di omicidio colposo aziendale: non adottava gli standard di sicurezza e non erano presenti supervisori

A distanza di tre anni dalla sua morte, ha avuto finalmente giustizia Dale McClelland, l’operaio 23enne deceduto sul posto di lavoro all’interno di un compattatore di riciclaggio dopo che un collega lo ha acceso accidentalmente. L’incidente è avvenuto presso l’impianto della società H&A Recycling Limited, situata presso la città inglese di Redruth.

Standard di sicurezza “vittoriani” e formazione inadeguata

Dopo l’iter giudiziario, durato tre anni, arriva l’ammissione di colpevolezza da parte della società, accusata di omicidio colposo aziendale: la H&A Recycling Limited verrà condannata venerdì presso la Plymouth Crown Court. Un incidente che si sarebbe potuto evitare: nessuno dei due operai, né la vittima né il collega che ha acceso per sbaglio il macchinario, aveva ricevuto la formazione adeguata, ma non solo: il giudice che si è occupato del caso, Neil Garnham, ha definito gli standard di sicurezza dell’impresa “addirittura dell’epoca vittoriana”. Ipotesi confermate dalle riprese fatte dai cellulari dei dipendenti, nelle quali si vedono macchinari di trasporto, compattatori molto pericolosi e veicoli pesanti in movimento in azione il tutto senza alcun tipo di supervisione. 

Lascia la compagna e una figlia piccola

Una tragedia che non dà pace: il giovane Dale lascia la figlia di un anno e la compagna Cody, con la quale si sarebbe dovuto sposare nel 2019. Il procuratore Simon Laws ha letto una toccante dichiarazione di Cody: “Alla morte di Dale, direi che sono morta anche io dentro”.

 

 

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