Gerry Scotti e il ricovero: “Non è una passeggiata. Ho perso una decina di chili”

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Gerry Scotti sorridente

Abbiamo raccontato ieri della felice notizia del rientro a casa di Gerry Scotti dopo la positività al coronavirus.

E quest’oggi l’amato conduttore ha raccontato a Radio Deejay la drammatica esperienza (fortunatamente a lieto fine).

Invitato da Linus e Nicola Savino a Deejay chiama Italia, Gerry Scotti ha raccontato il proprio ricovero – durato ben 13 giorni:

Non è una passeggiata. Ho visto la storia vera. Tutti sperano di non prenderlo, quando lo prendi speri che sia una di quelle forme per cui te la cavi con la tachipirina. Quando ti accorgi che il sistema casalingo non basta, devi andare da quelli che hanno la pratica”.

Pratica fatta dai medici dell’Humanitas (che Gerry ha voluto ringraziare a più battute e d’altra parte aveva già ringraziato su Instagram) durante mesi di esperienza: “La pratica se la sono fatta sul campo questi ragazzi in questi mesi. Ti devi fidare, non ti devi spaventare. Sono rimasto in ospedale 13 giorni ma gli ultimi 3 li hanno chiamati di svezzamento perché uno deve tornare a camminare, muoversi e respirare la vita normale”.

Ma prima dello svezzamento, la grande paura – ad un passo dalla terapia intensiva (e non in terapia intensiva come riportato da diverse realtà):

Sono stato fisicamente nell’anticamera della terapia intensiva. C’era una stanza e per non farmi spaventare troppo l’hanno data a me. Non ero né nella stanza normale, né nella terapia intensiva. C’era una porta di vetro e vedevo tutto quello che accadeva. Ci sono stato 36 ore e grazie a Dio mi sono bastate. In quelle ore ho visto , tutto ciò che è e tutto ciò che sarà. Ho fatto l’ossigeno, quello è la cura basilare. Quando l’ossigeno non arriva agli organi, la saturazione comincia a scendere e la batteria del tuo telefono comincia a spegnersi. Avverti spossatezza, è come se avessi fatto una maratona senza averla corsa”.

Ma fortunatamente grazie ai medici dell’Humanitas (che, ha sottolineato, ci tengono a non essere chiamati eroi) ce l’ha fatta.

E da qui il ringraziamento: “Ho avuto la fortuna di essere nel centro Covid dell’Humanitas che è un centro modernissimo. Quelli che girano sono tutti uguali perché non li riconosci. Ho avuto la fortuna di stare in una stanzetta da solo. Ho perso una decina di chili”.

Archiviato il momento drammatico, scotti pensa già al rientro in Tv.

Niente nuove puntate di Caduta Libera ma la speranza è di farcela in tempo per la finale di Tu sì que vales:

“Con Caduta Libera, quello che dovevo fare è fatto. Tornerò, se mi negativizzo, alla finale di Tu sì que vales e poi mi godrò le vacanze di Natale e la nipotina”.

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