Covid, il virus può cambiare target e Catania è l’esempio: giovani in gravissime condizioni

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Dopo la morte di Samuel, stroncato dal covid a soli 29 anni e in perfetto stato di salute, è allarme anche per le gravi condizioni di altri giovanissimi: ecco cosa sta accadendo a Catania

“E ‘sconvolgente” : è così che l’infettivologo Carmelo Iacobello , dell’ospedale Cannizzaro, commenta la situazione sanitaria a Catania. Dopo la tragica morte di Samuel Garozzo, il 29enne in saluto portato via dalle complicante legate al covid-19 , si alza l’allerta nell’isola per l ‘ “ondata di giovani gravissimi” , come riportato da Live Sicilia . Il target, infatti, sembra essere cambiato, e Catania ne è il desolante paradigma : fra i casi più gravi soggetti compresi fra i 23 ei 44 anni. 

Il caso Samuel

Samuel Garozzo, 29enne catanese, è stata la vittima più giovane della seconda ondata. La sua morte ha sconvolto la città, che fino all’ultimo ha confidato che l’impegno profuso dai medici poteva dare l’esito sperato. Samuel, infatti, inizialmente ricoverato presso l’ospedale Garibaldi, dopo il peggioramento delle sue condizioni di salute è stato trasferito in un’altra struttura ospedaliera, il Rodolico di Catania. Due reparti e due centri di eccellenza si sono attivati ​​per lui , confidando fino all’ultimo che le sue condizioni potessero migliorare, ma purtroppo per il giovane non ce stato più nulla da fare.

Giovani pazienti in condizioni gravissime

Mentre ancora si piangeva il giovane in città, nel cordoglio di amici, parenti e della comunità, in pronto soccorso arrivavano giovani con notevoli fastidi al petto e fortemente affaticati . Dalle radiografie è emerso lo scenario peggiore: dove dovrebbero esserci i polmoni compaiono enormi macchie bianche , sintomo di una condizione medica tutt’altro che ottimistica. Nell’ospedale di Catania, ora, in gravissime condizioni ci sono altri tre soggetti giovani: un 23enne, un 31enne e un atleta di 44 anni, runner instancabile e in ottime condizioni di salute.

A cosa è dovuto l’alto tasso di mortalità?

L’infettivologo Iacobello imputa la causa di questa terribile situazione alla tipologia di terapia a cui si fa ricorso: i divieti imposti dall’utilizzo di alcuni farmaci concessi in altri paesi sta rallentando l’efficacia delle cure ospedaliere: “Oggi il problema è curare i malati. E fino a quando non avremo un’estesa vaccinazione della popolazione conteremo molte centinaia di migliaia di morti nel mondo “ , ha dichiarato Iacobello.

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