Inaugurazione Primark a Roma, code e assembramenti al centro commerciale Maximo

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L’inaugurazione del primo store Primark a Roma ha cancellato in un attimo la paura del contagio al Centro Commerciale Maximo.

Nel giorno dell’inaugurazione del Centro Commerciale Maximo a Roma, a prendersi la scena è il primo store di Primark nella Capitale. La catena di negozi di abbigliamento low cost è una realtà molto diffusa nel resto d’Europa e l’attesa per l’apertura del primo negozio romano era tale da aver convinto i cittadini a presentarsi addirittura alle 6 per avere una chance di entrare prima degli altri.

In men che non si dica si è formata all’interno del nuovo Centro Commerciale una fila chilometrica che, intorno alle 11, arriva fino all’area food. Da quella posizione il negozio è talmente distante da non poter essere visto nemmeno con il binocolo. Il rischio di assembramenti con una tale partecipazione era dietro l’angolo, ma il centro commerciale ed il negozio hanno collaborato per evitare che si creassero capannelli di persone in un unico punto.

Primark, dal Centro Commerciale Maximo assicurano: “Abbiamo lavorato per evitare assembramenti”

Il direttore dello shopping center, Alessandro Allegri, ha assicurato che è l’affluenza è stata gestita nel migliore dei modi e seguendo le disposizioni per evitare il contagio da Covid-19: “Abbiamo adottato tutte le disposizioni per prevenire il contagio da Covid-19”. Data la quantità di persone che si è presentata, per riuscirci è stata necessaria la collaborazione con il personale del negozio: “In tal senso è stata fatta una collaborazione molto stretta con il punto vendita Primark, affinché le fila agli ingressi fossero nel rispetto dei protocolli”.

Nonostante gli sforzi compiuti, all’interno del negozio qualche momento di calca si è visto, specie nel settore Natale. Ad ammetterlo sono i clienti stessi, una di loro ha ad esempio dichiarato: “Un po’ di assembramento c’era”. La voglia di accaparrarsi l’affare, dunque, ha superato anche il timore che un assembramento potesse causare un contagio. Segnale, probabilmente, che alcuni cittadini non sono ancora pronti ad autogestirsi in questa situazione d’emergenza.

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