Challenger deep: cosa c’è nel punto più profondo dell’oceano? L’obbiettivo della spedizione cinese

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Il sommergibile cinese Fendouzhe è attualmente in missione con l’ambizioso obiettivo di mappare la profondità della fosse delle Marianne, il punto più profondo del pianeta

Nel corso della storia il desiderio di raggiungere e sondare il punto più basso degli oceani, noto come “Challenger deep”, è stato oggetto di numerose spedizioni. L’individuazione della “Fossa delle Marianne” come la più profonda depressione oceanica conosciuta al mondo si deve alle prime misurazioni effettuate nel 1872 dalla corvetta Challenger. Da allora, gli enormi progressi nelle tecnologie scientifiche non hanno conosciuto tregua, e hanno permesso a ricercatori ed equipaggi di avere a disposizione sommergibili sempre più efficaci per poter sostenere lunghi e complessi viaggi verso le profondità dell’Oceano Pacifico nord-occidentale. Ed è proprio grazie ai progressi della scienza che a novembre l’equipaggio del sommergibile cinese Fendouzhe ha stabilito un nuovo record nazionale di immersioni nel “Challenger deep”.

Viaggio nelle (avverse) viscere della Terra

La profondità raggiunta nell’ultima spedizione è stata incredibile: si stima, infatti, che il sommergibile sia riuscito a scendere per più di 41.389 metri. Fino ad oggi, sono solo 13 le persone che si sono avventurate nella regione marina proibita, e il 10 novembre il Fendouzhe è riuscito a trasmettere il primo video live al mondo dalla Challenger Deep.

Un obbiettivo estremamente ambizioso se si considerano le a dir poco avverse condizioni fisiche che ci sono a quelle profondità: la pressione dell’acqua è impressionante: si calcolano circa 8 tonnellate per pollice quadrato, che sono più o meno mille volte superiori alla pressione atmosferica presente a livello del mare. I sottomarini, oltre a doverla sostenere, devono essere in grado anche di avere energia necessaria per scendere, sondare le profondità e risalire. Fra le finalità della missione cinese, oltre a quella di individuare le forme di vita che riescono ad adattarsi a quelle condizioni, c’è anche lo studio della fattibilità dell’estrazione di minerali rari.

Le altre spedizioni nella storia

I coraggiosi tentativi di scendere verso le viscere della Terra, come avevamo anticipato, sono stati vari nel corso della storia: dopo una serie di misurazioni, fu 60 anni fa che il sommergibile Trieste fece la prima discesa nel Challenger Deep; in quell’occasione vennero individuate le prime forme di vita capaci di vivere a quelle profondità, fra cui “una specie di pesce piatto” che giaceva sul fondo del mare che i membri dell’equipaggio definirono “un mostro d’acciaio”. Dalla Trieste del 1960, solo poche missioni con equipaggio sono andate così in profondità. Il regista di “Titanic” James Cameron si avventurò in una discesa solitaria nel 2012, descrivendo l’ambiente ambiente osservato come “desolato” e “alieno”.

 

 

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