La prima alla Scala ai tempi del coronavirus: cosa cambia? Dove vederla in TV?

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Teatro Scala Milano

La Prima alla Scala ai tempi del coronavirus: cosa cambia? Dove vederla in TV?

Come da consuetudine e tradizione, oggi 7 dicembre, in occasione della festa di Sant’Ambrogio, patrono della città milanese, lo spettacolo che apre la “Prima della Scala” di Milano è pronto ad andare in scena, anche se quest’anno lo farà in maniera un po diversa e un po fuori dagli schemi.

Ricordiamo che l’inaugurazione della stagione lirica in concomitanza alla festa di Sant’Ambrogio, è stata introdotta nel 1940, divenuta stabile nel 1951 a seguito del trionfo milanese del soprano Maria Callas, nell’opera dei Vespri Siciliani.

“A riveder le stelle”: ecco l’opera che aprirà quest’anno la stagione lirica alla Scala di Milano 

Inizialmente, doveva essere “la Lucia di Lammermoor” di Donizetti ad aprire la stagione lirica del Teatro della Scala di Mialno. Tuttavia a causa di alcuni inconvenienti che avrebbero messo a rischio la salute dei lavoratori, non riuscendo quindi a garantire gli standard di sicurezza vigenti, è stato deciso da parte del sovraintendente Dominique Meyer, di sostituire l’opera iniziale con l’opera “A riveder le stelle“, diretta da Riccardo Chailly, accompagnato alla regia da Davide Livermore.

Uno spettacolo insolito quest’anno, senza pubblico e a porte chiuse ma che coinvolge comunque l’intero staff del teatro, dall’Orchestra al Coro, dai ballerini alle maestranze. Uno rappresentazione di musica e danza, pensata e ideata per gli spettatori della televisione e della rete.

Un’iniziativa di Rai Cultura, in Eurovisione e Euroradio, trasmessa in diretta sui canali Rai 1 e Radio 3 a partire dalle ore 17:00, visibile anche in streaming su Raiplay. Lo spettacolo sarà infatti presente in streaming sulla piattaforma Arte e visibile anche in Francia e in Germania, nelle rispettive lingue francesi e tedesche, a partire dalle ore 20:30.

Nel corso del 2021, lo spettacolo verrà trasmesso anche dalla televisione russa e coreana. Grazie al segnale dell’Eurovisione, le reti di Ungheria, Repubblica Ceca, Serbia e Slovenia si connetteranno per assistere allo spettacolo in diretta e grazie ad un accordo streaming con medici.tv, lo spettacolo potrà essere visto anche in tutti gli altri Paesi, tra cui: America del Nord e del Sud, Oceania e Australia.

La conduzione della serata è affidata a Milly Carlucci e Bruno Vespa, affiancati nella regia da un gruppo di registi televisivi, coordinati da Stefania Grimaldi. A raccontare la serata cinquanta microfoni e dieci telecamere a cura del Centro di Produzione Tv Rai di Milano, per quello che si preannuncia un grande spettacolo.

La rappresentazione vuole essere un omaggio ai 700 anni della morte del grande poeta italiano Dante Alighieri, la cui decorrenza cade proprio nel 2021. Illustri ballerini e cantanti da tutto il mondo, porteranno in scena un vero e proprio spettacolo drammaturgico.

Un alternanza, tra le più famose musiche delle maggiori opere liriche, dal Rigoletto di Giuseppe Verdi al Guglielmo Tell di Gioachino Rossini in apertura e chiusura, intramezzato da Giacomo Puccini, Georges Bizet, Richard Wagner e Gaetano Donizetti, sino ad arrivare alle splendide coreografie danzanti di Massimiliano Volpini, Nureyev e del parigino Manuel Legris.

In scena, oltre al corpo di ballo del Teatro la Scala, diversi illustri ballerini, tra cui: Roberto Bolle, Martina Arduino, Nicoletta Manni, Virna Toppi, Claudio Coviello, Marco Agostino, Nicola Del Freo e Timofej Andrijashenko.

Per quanto concerne la parte canora, troviamo invece tantissime eccellenze:Roberto Alagna, Carlos Álvarez, Piotr Beczala, Ildar Abdrazakov, Eleonora Buratto, Marianne Crebassa, Benjamin Bernheim, Plácido Domingo,Vittorio Grigolo, Aleksandra Kurzak, Francesco Meli, Camilla Nylund, Kristine Opolais, George Petean, Marina Rebeka, Luca Salsi, Andreas Schager, Ludovic Tézier, Sonya Yoncheva, Rosa Feola, Juan Diego Flórez, Elīna Garanča, Lisette Oropesa, Mirco Palazzi.

Uno spettacolo che con il suo titolo vuole essere quasi evocativo, da una parte la frase “a riveder le stelle”, che riprende il verso finale dell’ Inferno nella Divina Commedia dantesca, dall’altra quasi un buon auspicio per tutto il settore dell spettacolo. Un augurio a tornare a rivedere le stelle, e quindi rivedere la luce e la normalità, in un momento che ha messo in ginocchio tutto il settore dello spettacolo.

 

 

 

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