Addio alla giornalista Elena Marco: il toccante ricordo del marito e del collega

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Il Corriere della Sera pubblica il toccante ricordo del marito, il designer Mario Bellini, e del collega Enrico Caiano

Si è spenta a quasi 54 anni dopo una lunga lotta contro la malattia Elena Marco, giornalista triestina del Corriere della Sera. La Marco, dopo la laurea in Lettere e il diploma in Conservatorio in chitarra classica e storia della musica, aveva iniziato la sua carriera come giornalista presso il “Piccolo”, dove durante un’intervista conobbe il marito, Mario Bellini. Corrispondente per “La Stampa” nel nordest, ricoprì il ruolo di caporedattrice presso Io donna, dove lavorò dieci anni.

“Il motore propulsivo della mia vita”

Il ricordo di Marco ci dà un’immagine di Elena così profonda che, pur non conoscendola di persona, ci lascia l’impressione di averla quasi vissuta anche noi per un attimo:

Due grandi occhi turchesi in perenne movimento. Con Elena galeotta fu un’intervista che mi fece per il suo giornale dell’epoca, Il Piccolo; e la passeggiata che ne seguì lungo il Lido di Venezia. Non eravamo soli ma quello sguardo intercettò il mio e mi lasciò fulminato”, inizia così, Marco, il suo tributo ad Elena, definita dal marito “il motore propulsivo della mia vita, un vulcano di energia”. La ricorda per le loro esperienze insieme, i viaggi in tutto il mondo, e la sua innata capacità oratoria che spesso salvava Marco Bellini quando dovevano fare dei meeting in pubblico “Mi incantava quando scriveva qualcosa al posto mio, le sue mani che volavano sulla tastiera mentre il pensiero prendeva forma senza esitazione… io invece scrivevo (non così male…) a mano riempiendo fogli con pentimenti e correzioni di cui lei era poi la vittima sotto dettatura” e termina “E ora? Senza Elena si apre davanti a me un vuoto enorme… o, come dicono gli astrofisici, un «buco nero»… devo trovare col tempo il modo di restare in contatto con lei in «streaming» aggirandomi per tutta la casa vuota di lei ma piena dei suoi grandi occhi turchesi e di quelle cose che sono il frutto della sua instancabile attività generatrice”.

“Del suo male non parlava mai”: il tributo del collega Enrico Caiano

Altrettanto toccante il ricordo del collega del Corriere della Sera Enrico Caiano, che sottolinea l’incredibile resilienza di Elena: “Del suo male non parlava mai, solo brevi cenni (“Non ti sarà sfuggito che la situazione è seria”), prima di tirar via veloce, passando a una cosa qualunque purché diversa da quella”. Caiano ricorda anche la sua coerenza e l’insofferenza verso le ipocrisie che il mestiere di giornalista spesso richiede: in un contraddittorio “impossibile tenerle testa”, scrive, anche se loro facevano pace subito: “Non è un caso se ci chiamavano Sandra e Raimondo. Ciao Elena, sono stati giorni belli”.

 

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