Giallo di Caronia, verso l’archiviazione del caso: “Sarebbe una svista madornale”

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Il mese prossimo ci potrebbe essere l’archiviazione del giallo di di Caronia: ipotesi contro la quale si scagliano i legali di parte.

Il ritrovamento dei cadaveri di Viviana Parisi e del piccolo Gioele Mondello, lo scorso agosto hanno sollevato diversi interrogativi sulla morte di mamma e figlio. I due erano scomparsi ad inizio mese, dopo che la donna era uscita di casa con il bambino per comprargli un paio di scarpe e dopo che avevano avuto un incidente in autostrada. Per ragioni ancora non chiare, Viviana e Gioele si sono allontanati nei boschi, facendo perdere le proprie tracce.

Inizialmente gli inquirenti hanno tenuto aperte tutte le piste possibili, cercando di valutare nella maniera più oggettiva possibile l’accaduto. Alla fine dei rilevamenti e degli esami sull’auto, nei boschi e sui corpi, l’ipotesi che è sembrata prevalere è quella del omicidio-suicidio. Testi contro la quale si è scagliato subito Daniele Mondello (Marito e padre delle vittime) sostenendo che la moglie non avrebbe mai fatto alcun male al figlio.

Giallo di Caronia, si va verso l’archiviazione?

Vogliosa di fare emergere la verità sull’accaduto, la famiglia Mondello ha dato incarico al proprio legale di fiducia di trovare dei periti che potessero riesaminare le prove. Dagli esami effettuati dagli esperti di parte è emerso che la posizione del corpo di Viviana sarebbe incompatibile con l’ipotesi del suicidio. Secondo loro è probabile che qualcuno abbia posizionato il corpo dopo la morte, inscenando il suicidio.

Nei giorni scorsi è emersa la voce secondo cui la Procura sarebbe pronta ad archiviare il caso come omicidio-suicidio. Al momento non ci sono conferme di tale volontà e delle notizie a riguardo potranno arrivare solo a gennaio, al termine dei 60 giorni utili a sciogliere le riserve dei consulenti nominati dal Procuratore Angelo Cavallo. Si tratterebbe di uno smacco per i periti di parte che, appena 10 giorni fa, si erano detti pronti a collaborare con gli inquirenti alla risoluzione del caso.

Il Comunicato dei legali della famiglia Mondello

Proprio riguardo a tale ipotesi è stato pubblicato nei giorni scorsi un comunicato (in questo articolo di Palermo Live c’è quasi per intero) da parte dei legali della famiglia Mondello. In questo si legge tutto il disappunto ed il dissenso per questa eventuale decisione: “Gira voce che gli inquirenti vorrebbero chiudere il caso della morte di Viviana Parisi e del suo figlioletto Gioele Mondello come omicidio-suicidio in quanto per loro ipotesi più probabile. Se così fosse ci troveremmo di fronte a una svista madornale, a un’ipotesi congetturale senza costrutto e senza riscontri che diviene ‘falsa tesi’ e poi ‘falso teorema'”.

Nel prosieguo del comunicato stampa si legge inoltre come Lavorino ritenga che una simile decisione sarebbe presa solo per mantenere la propria linea: “Nella mia lunga carriera mi sono interessato di molte morti equivoche e, sinceramente, mi sono accorto che quando gli Inquirenti inizialmente puntano su una linea investigativa e sulla stessa investono risorse e giocano prestigio, faccia, reputazione e ‘aura del potere’ non si schiodano nemmeno se presi a cannonate”.

Infine si legge come un indizio sul fatto che si possa procedere con l’indicazione è il comportamento tenuto dalla Procura nei confronti dei periti di parte: “L’ipotesi che gli Inquirenti abbiano scelto lo scenario iniziale ‘omicidio – suicidio’ è avvalorata dai rallentamenti, ritardi, boicottaggi, veti, sgambetti e ‘dispettucci’ che hanno tentato di farci sin da quando siamo stati incaricati come consulenti dai legali della famiglia Mondello, Claudio Mondello e Giovanni Venuti, di produrre una relazione per la ricerca della verità dei fatti ai fini di giustizia”.

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