Crisi di governo, Conte in Parlamento per chiedere la fiducia: i punti salienti dell’intervento

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Conte parlamento fiducia

Il Premier ha tenuto a Montecitorio il suo intervento, iniziato alle ore 12.13, attraverso il quale ha chiesto la fiducia al Parlamento. Via al dibattito

“Questo esecutivo è nato sui valori della Carta costituzionale e su una solida vocazione europeista”: è con queste parole che Giuseppe Conte inizia il suo intervento a Montecitorio per chiedere la fiducia al Parlamento. La prova più dura, per il Premier, che deve fare i conti con la sua stessa maggioranza e le opposizioni, che hanno protestato dinanzi alla richiesta di Conte di non lasciar spazio al degenerare dei “sovranismi”.

Pandemia e contributo delle opposizioni

Conte ha snocciolato punto per punto le dure sfide affrontate in questa stagione politica senza precedenti, ma non senza ricordare i valori fondanti che hanno animato l’agire politico della maggioranza, come la vocazione europeista e quelli costituzionali su cui il suo governo è nato. Inevitabile il riferimento alla pandemia che ha “rafforzato nelle forze politiche che con lealtà hanno sostenuto il governo la consapevolezza del valore del dialogo”, facendo riferimento esplicito poi al contributo delle forze di opposizione  “avanzato anche proposte concrete, qualificanti, alcune delle quali sono state accolte dalle forze di maggioranza”, per poi chiedersi: “C’era davvero bisogno di aprire una crisi in questo momento? La risposta è no”.

Riforma elettorale, fiscale, digitale e delega all’Agricoltura

Il Premier ha poi affrontato, fra i vari, l’argomento delle riforme costituzionali rimaste in sospeso, come quella della “riforma elettorale di impianto tradizionale”, quello del ministero dell’Agricoltura, rispetto al quale ha dichiarato: non intendo mantenere la delega all’Agricoltura se non lo stretto necessario e mi avvarrò anche della facoltà di designare un’autorità delegata per l’intelligence di mia fiducia”. Accenna, poi, alla necessità di portare avanti una riforma fiscale “non più rinviabile”, ritenendola un “passaggio essenziale per ricostruire la fiducia dei cittadini e delle imprese e per consentire una migliore distribuzione della ricchezza” assieme al piano digitalizzazione.

Turismo, cultura, ammortizzatori e gap salariali di genere

Il turismo e la cultura vengono citati come asset necessari da valorizzare, definendoli “pilastri della strategia nazionale e tra i settori più colpiti”, il tutto accompagnato da “una riforma del lavoro che razionalizzi il sistema degli ammortizzatori sociali. Quanto alla salute va rafforzata l’assistenza domiciliare”, sottolineando la necessità di intervenire in modo puntuale sull’economia di genere e i gap salariali. 

Conte ci tiene poi a ribadire che l’Italia è l’unico paese a coinvolgere continuamente il Parlamento sul recovery plan. 

 

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