Crisi di governo, consultazioni: niente documenti sul programma dal tavolo di lavoro

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Roberto Fico ha organizzato un tavolo di lavoro di Maggioranza per presentare a Mattarella il nome del presidente del Consiglio.

Al termine delle prime due giornate di consultazioni effettuate da Sergio Mattarella, è stato dato a Roberto Fico, presidente della Camera, un mandato esplorativo per capire se ci sono le condizioni per formare un governo. Quest’oggi Fico ha convocato un tavolo di lavoro con le forze di Maggioranza per capire se ci fosse la possibilità di andare avanti e presentare al Presidente della Repubblica un nome.

Nel corso della riunione Italia Viva ha chiesto che venga istituita una commissione bicamerale per le riforme la cui presidenza venga data all’opposizione. Una richiesta che era già stata anticipata questa mattina, insieme a quella di Renzi di creare un programma condiviso sin da subito, prima ancora di presentare a Mattarella il nome del premier. A quanto pare, però, questa seconda richiesta non verrà ascoltata, visto che secondo fonti interne dal tavolo di lavoro non uscirà alcun documento scritto.

Crisi di Governo: l’opposizione chiede elezioni o risoluzione rapida

Mentre la maggioranza cerca di ricompattarsi per formare una nuova squadra di governo e andare avanti, l’opposizione scalpita e chiede a Mattarella una risoluzione rapida della situazione. L’ipotesi preferita dal centro-destra rimane quella del ritorno alle urne, ma se sarà possibile questa prospettiva sarà evitata. In questo caso, dunque, l’opposizione chiede che la crisi venga risolta in fretta e si torni a lavorare a pieno ritmo.

A farsi portavoce di questo pensiero è stato nelle scorse ore Matteo Salvini. Il leader della Lega, intervistato da Telelombardia ha dichiarato: “Stanno litigando sui ministeri. C’è la Boschi che vuole tornare a fare il ministro. Se c’è un governo che riesce a governare lo facciano ma se non c’è, in un momento come questo, non è più normale, in due mesi, ridare la parola agli italiani? Non possiamo stare appesi a Renzi e a Conte. Lo abbiamo detto al presidente Mattarella”.

In una seconda parte dell’intervista il leader leghista ha aggiunto: “Se intanto in Parlamento dobbiamo votare sui decreti o i ristori, li votiamo, il Parlamento non sparisce. Speriamo si faccia in fretta: lo abbiamo detto a Mattarella, qualunque cosa la si faccia in fretta”.

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