Governo Draghi, impazza il toto-ministri: la rosa dei papabili da Giorgetti a Lamorgese

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ministri governo draghi

Le consultazioni sono quasi giunte al termine e già impazza il toto-ministri: ecco la rosa dei nomi papabili e le preferenze espresse dai partiti

Il primo giro di consultazioni per dar vita ufficialmente al governo Draghi è ormai giunto al termine: fra vari tiri e molla, quasi tutti i partiti sembrano parzialmente allineati nel sostenere la nascita del governo Draghi e la partita, in realtà, è appena iniziata. Quello che si profila è un governo sia tecnico che politico, ed impazza fra i partiti il toto-ministri e la lotta per quelli maggiormente strategici. Ecco qual è la rosa dei nomi trapelata negli ultimi giorni

Il toto-ministri del governo Draghi

Draghi sa bene che l’equilibrio politico attuale è estremamente precario, ragion per cui l’ex presidente BCE si guarda bene dal romperlo. Il suo esecutivo, infatti, potrebbe essere formato da venti ministri – otto tecnici e dodici politici – così suddivisi:

  • 3 ministri al Movimento 5Stelle;
  • 2 a testa per Pd, Forza Italia e Lega;
  • uno per Italia Viva e Leu;
  • uno per i gruppi minori

Ministero dell’Economia

Fra i ministeri più ambiti figura, indubbiamente, quello dell’Economia, sul quale la lotta sembra tutta in itinere: secondo quanto riportato da La Repubblica, infatti, la Lega vorrebbe portare avanti il nome di Giancarlo Giorgetti, ipotesi non caldeggiata da Draghi, che vorrebbe affidare il MEF ai tecnici, paventando l’ipotesi di affidarlo a dirigenti di Bankitalia, come Daniele Franco o Federico Signorini o Dario Scannapieco della Bei.
In dubbio il destino dell’uscente ministro Gualtieri: secondo alcune voci di corridoio l’ex tesoriere di Stato potrebbe correre come primo cittadino di Roma, ipotesi, questa, che però è stata smentita dal diretto interessato più volte.

Ministero della Difesa

In dubbio anche il ministro della Difesa Lorenzo Guerini, che potrebbe in alternativa ricoprire la carica di sottosegretario con delega ai Servizi.
Anche per questo ministero i papabili candidati sono vari: Forza Italia propone Alessandro Pansa, ex capo della polizia, che, in alternativa, potrebbe finire con una delega agli Interni.
Questa ipotesi, però, potrebbe scombinare i piani di Draghi, che prevedeva la possibilità di affidare gli Interni ad un esterno, lasciando dunque il ministero alla Lamorgese.

Il Presidente della Camera

Il PD, attraverso il segretario Zingaretti, ha fatto sapere che la volontà del partito è quella di portare avanti come ipotetico Presidente della Camera il nome di Dario Franceschini, che si scontra, però, con la proposta del M5S di dare continuità mantenendo ferma la figura di Roberto Fico.

I nomi di Lega, Forza Italia e partiti minori

Forza Italia propone tre nomi, ossia quelli di: Mariastella Gelmini, Anna Maria Bernini e Antonio Tajani.
Leu, invece, indica la riconferma di Roberto Speranza alla Salute, mentre Italia Viva propone Faraone, Rosato, Bellanova, Bonetti.
I gruppi minori a vocazione europeista prospettano i nomi di Bruno Tabacci o Carlo Calenda.
Il carroccio, invece, porta avanti due nomi principali: il già menzionato Giorgetti e Riccardo Molinari, oggi capogruppo alla Camera.

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