Borghi, Bagnai e Salvini folgorati sulla via di Damasco: elettori indignati e nasce l’hashtag #maipiùlega

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Borghi Bagnai Salvini

Su Twitter diventa tendenza nazionale l’hashtag #maipiùlega: gli elettori del carroccio iniziano a storcere il naso sull’atteggiamento di Salvini e suoi, fra chi fa cenni di assenso sulla necessità di accogliere i migranti e chi sciorina in Senato interventi Pro Europa

C’è un detto popolare che sarà capitato a tutti di sentire e che spesso, le nostre mamme, ci riproponevano quando facevamo qualcosa di sbagliato nei loro confronti: “Cresci figli cresci porci”.
Sembra che al leader della Lega Matteo Salvini stia accadendo proprio questo: la “Bestia” mediatica da lui messa in piedi, e ogni giorno viene alimentata a pane e odio, si sta rivoltando contro il proprio papà.
Gli elettori, infatti, nelle ultime ore hanno lanciato l’hashtag #maipiùlega, che si posiziona fra le prime tendenze in Italia.

Nelle ultime settimane e, in particolare, nelle ultime ore, guardando e ascoltando Salvini e i suoi sembra di essere davanti ad una pièce teatrale, una commedia di Eduardo De Filippo mal interpretata o una versione rivisitata di 300, dove Leonida e i suoi valorosi 300 opliti posizionati al confine d’Italia per proteggerli da incursioni barbariche di sorta, all’arrivo dell’uomo forte si limitano a fargli da scorta: il guerriero di Legnano raffigurato nel simbolo del partito si è trasformato, nel giro di poche ore, nel bodyguard di Draghi.

Claudio Borghi e Bagnai folgorati sulla via di Damasco

Fra le aperture più clamorose sono due quelle che non passano di certo inosservate, quelle di Claudio Borghi e Alberto Bagnai.
Gli Stanlio e Ollio del carroccio, che durante questi anni si sono fatti conoscere come gli esponenti della corrente più intransigente della Lega su tematiche quali Euro ed Europa, sembrano essere stati folgorati sulla via di Damasco.
Bagnai, in occasione dell’approvazione della fiducia di Draghi al Senato, ha sciorinato un intervento nel quale riprende il motto dell’Unione Europea per sintetizzare lo spirito del nuovo governo “Unità nella diversità”.

Dal canto suo Claudio Borghi, uno degli ingranaggi meglio oleati della macchina de “La Bestia di Salvini”, nonché generatore professionista di hashtag anti euro e immigrati, sembra aver avuto una conversione notturna, durante la quale da uomo maturo quale oramai è, ha voluto porre rimedio agli errori di gioventù.
Lo stesso Mentana, durante la trasmissione, ha proiettato i Tweet in difesa di Draghi del prode anti europeista, che nelle ultime ore, visto l’innalzarsi del polverone di polemiche nei confronti suoi e dei colleghi di partito, sta provando a mettere qualche toppa qui e là nella speranza di placare, nelle prossime ore, la bestia da loro stessi creata e che, adesso, gli si sta rivoltando contro.

 

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