“Sono gay anch’io”: i bagnanti fanno rilasciare una coppia arrestata per un bacio in spiaggia

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Una coppia gay viene arrestata in Messico per essersi scambiata un bacio in spiaggia: i bagnanti protestano e li fanno rilasciare.

Dal Messico arriva una notizia che è al contempo sintomatica del pregiudizio e della repressione nei confronti delle coppie gay ancora oggi e indicativa di come qualcosa stia finalmente cambiando. Ci sono Paesi, infatti, in cui lo scambio di un bacio tra due omosessuali in pubblico è visto come un crimine nei confronti della pubblica decenza, qualcosa da censurare e nascondere.

Lo dimostra quanto accaduto ad una coppia di turisti in Messico. I due uomini si stavano godendo una giornata di sole in spiaggia ed in un momento di intimità si sono scambiati un bacio. Nulla di così scabroso da generare scandalo tra i bagnanti, eppure il gesto è stato segnalato alla polizia e qualche minuto dopo i due sono stati trascinati a forza dalla spiaggia, ammanettati e fatti entrare nella volante.

“Sono gay anch’io”: bagnanti insorgono contro la polizia per l’arresto

Secondo quanto riporta Maritza Escalante Morales, donna che ha pubblicato diversi video sull’accaduto, la motivazione dell’arresto sarebbe stata che il bacio scambiato tra i due uomini avrebbe causato disagio nei presenti, specie perché lo hanno fatto in un luogo in cui c’erano famiglie con bambini. Motivazione con la quale non erano d’accordo diversi bagnanti presenti sulla spiaggia di Tulum, visto che durante l’arresto sono stati in molti coloro che hanno contestato l’azione di forza della polizia urlando: “Sono gay anch’io”.

Le proteste sono andate avanti per qualche minuto, con i bagnanti che manifestavano davanti alla volante della polizia ed impedivano a questa di lasciare la spiaggia di Tulum. Alla fine gli agenti hanno deciso di rilasciare i due turisti e lasciato il posto. L’azione di solidarietà della folla nei confronti dei due ragazzi è stata fondamentale per impedite quella che a tutti gli effetti era una repressione ingiustificata e un’ingiustizia nei loro confronti. La speranza è che in futuro non ci debbano essere manifestazioni pubbliche e proteste affinché non si verifichi un arresto per simili motivazioni.

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