Ritorno a scuola, da domani sui banchi 5,6 milioni di studenti: chi torna e chi no?

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Da domani 5,6 milioni di studenti torneranno sui banchi di scuola in presenza, quindi si parla del 66% degli studenti che a tutt’oggi frequentano le scuole italiane, si tratta quindi di 2 alunni su 3, tra cui 1,7 milioni di studenti fanno parte delle scuole dell’infanzia e delle scuole primarie. Gli studenti torneranno a scuola anche nelle Regioni ancora in fascia rossa, questo grazie al Decreto Legge 44 che stabilisce la possibilità del rientro in classe in presenza anche nelle Regioni rosse.

Quanto previsto dal Decreto Legge permette anche a 212 mila bambini frequentanti gli asili nido di poter tornare nelle strutture, anche nelle Regioni rosse.

I dati che sono stati forniti dagli addetti parlano di oltre 5 milioni di studenti che torneranno in classe su oltre 8 milioni di studenti attuali. Questi dati comprendono ovviamente tutti gli studenti, anche i bambini esclusi dalle attività scolastiche in presenza.

Per quanto riguarda invece la questione delle vaccinazioni del personale scolastico, le parole del Presidente dell’Associazione Presidi, Antonello Giannelli – rilasciate stamane a SkyTg24 – affermano che l’80% del personale è stato vaccinato.

A questo punto occorre pensare alla questione logistica legata agli assembramenti esterni, in quanto secondo Giannelli, ma anche secondo il Presidente del Consiglio Mario Draghi, il vero problema è proprio quello relativo agli assembramenti esterni alle scuole.

Giannelli: “Preoccupati per gli assembramenti esterni alle scuole”

Antonello Giannelli ha sottolineato il fatto che comunque la scuola italiana è in sicurezza da diverso tempo, l’unico problema resta il fatto di capire se il distanziamento, l’uso dei dispositivi di sicurezza e i gel sanificanti continueranno a fare effetto contro il virus che continua a variare:

“Bisogna ora capire se gli strumenti adottati come il distanziamento, l’uso delle mascherine, l’igiene e sanificazione delle mani siano sufficienti con le nuove varianti. Ma secondo il Cts sembra proprio essere così”.

D’altra parte, sarà difficile effettuare un monitoraggio costante: “Credo che il problema sia logistico. I numeri degli operatori non sono ancora sufficienti per condurre questa operazione di grandi dimensioni.  E infatti non si sta portando avanti, se non in pochi casi”.

Ad ogni modo da domani si affronta l’ennesimo banco di prova per la scuola italiana con gli studenti che torneranno in modalità di presenza a scuola. Solamente per gli studenti delle superiori avverrà la modalità in DAD al 50% nelle Regioni dove questo è consentito.

Le Regioni che sono maggiormente interessante dal ritorno a scuola sono rispettivamente il Veneto, la Campania, la Lombardia, il Lazio e l’Emilia-Romagna.

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