Tensione a Montecitorio: durante la protesta dei venditori ambulanti infiltrati di Casa Pound aizzano violenza

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Esponenti CasaPound

Oggi pomeriggio, davanti a Montecitorio, una protesta di ambulanti, ristoratori e commercianti è diventata teatro di tafferugli e scontri violenti con le forze dell’ordine. A compiere le azioni deprecabili però non sarebbero i rappresentanti delle categorie, piuttosto qualche sciacallo che approfitta del malessere sociale per sfogare rabbia e violenza. Immediato la stigmatizzazione degli accaduti da parte del ministro dell’interno Luciana Lamorgese.

Gli scontri nel pomeriggio

Cresce il disagio sociale conseguente le limitazioni per arginare il diffondersi del Covid-19. In tutta Italia ci sono state manifestazioni e altre ce ne saranno nei giorni a venire, ma quello che è successo a Roma esula dalla narrazione delle legittime proteste sociali.

Davanti il palazzo sede della camera è andato in scena una vera e propria guerriglia tra manifestanti e forze armate, con tanto di lancio di fumogeni e bottiglie. Le transenne della polizia hanno trattenuto i manifestanti, il cui motto è “Libertà, libertà” e che hanno annoverato tra le loro file personaggi pittoreschi: gli esponenti di CasaPound, alcuni noMask, e un ristoratore modenese, vestito come Jake Angeli, lo sciamano vestito in pelliccia che ha assaltato il congresso degli Stati Uniti d’America.

Alcuni organizzatori della manifestazione hanno incitato allo sfondamento delle barriere, a cui gli agenti hanno risposto con la carica. Feriti due poliziotti, subito medicati e poi portati in ospedale, e almeno sette manifestanti, tutti identificati.

Le reazioni del mondo politico

Sebbene gli investigatori abbiano detto che si tratta di “infiltrati” che vogliono “strumentalizzare il disagio sociale e far salire la tensione”, immediata la condanna della ministra Luciana Lamorgese:

“Non si può accettare che, in una fase così difficile per il Paese in cui è richiesto il massimo sforzo di coesione e di reciproca solidarietà, le ragioni della protesta sfocino in comportamenti che provocano ulteriori tensioni e disagi, come nel caso del blocco stradale a Caserta, andando a colpire indiscriminatamente cittadini altrettanto provati dalla crisi causata dal Covid-19”.

Vittorio Sgarbi, durante un comizio, strizza l’occhio agli estremisti, soffiando sul malumore: “stato criminale”, “governo che coltiva la malattia” sono stati alcuni dei nuclei tematici del suo discorso.
Il deputato del PD Emanuele Fiano ha ricevuto una delegazione dei manifestanti.

Le manifestazioni nelle altre città italiane

“Lavoro, lavoro” chiedono gli ambulanti milanesi, riuniti in piazza Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Centrale di Milano. Le loro richieste sono aperture quanto prima e “immediati ristori per il comparto allo stremo”.

A Foggia, Imperia, Pistoia, Firenze cambiano le facce, cambiano i protagonisti, ma la rabbia è la stessa e il presidente dell’associazione Assidea, Alessio Pestelli, esprime le richieste di tutti:

“E’ arrivato il momento di chiedere interventi di sostegno strutturali e non più misure tampone che non servono a niente. Abbiamo il diritto di chiedere misure importanti che consentano di dare respiro alle casse delle nostre imprese. Chiediamo semplicemente di farci tornare a lavorare e di farlo subito. I mercati all’aperto – conclude Pestelli – sono luoghi sicuri”.

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