Giallo di via Merulana, modella americana 30enne precipita per 15 metri: suicidio, omicidio o incidente?

Inutili i soccorsi per la modella 30enne Clara Hyun Lee, che prima di atterrare nel cortile ha impattato con il motore di un condizionatore dell’edificio. Si indaga sulla morte: si segue l’ipotesi di un incidente, ma non può escludersi né il suicidio né l’omicidio 

Un nuovo giallo nelle vie di Roma, precisamente in Via Merulana (quella del pasticciaccio di Gadda) dove una modella 30enne di origini americane, Clara Hyun Lee, è precipitata dalla finestra del sesto piano di un palazzo nella notte tra sabato e domenica.

La turista americana era arrivata dalla Francia venerdì scorso. Soggiornava nel B&B sito nel palazzo da cui è fatalmente caduta. Aveva viaggiato sola, ma i dettagli della camera ci dicono chiaramente che la notte del decesso era in compagnia di qualcuno.

Caduta accidentale?

Un volo di 15 metri, quello della Lee, che si è concluso nel cortile condominiale del palazzo romano. Nella caduta il corpo della vittima ha avuto una collisione con il motore esterno di un condizionatore sito al quarto piano prima di schiantarsi al suolo. Inutili i soccorsi dei condomini accorsi sul posto, inutili quelli del 118: il personale medico non ha potuto fare altro che constatare il decesso della giovane donna.

Le prime piste seguite sono state quelle di una caduta accidentale o di un suicidio. Nel secondo caso, però, non ci sono elementi che alimentino questa ipotesi: nella sua stanza, infatti, non sono stati rinvenuti né biglietti né alcun tipo di messaggio di addio. L’altra ipotesi paventata fino ad oggi è che la donna, tentando di chiudere la finestra, si sia sporta troppo e sia fatalmente caduta.

Il giallo del doppio bicchiere di vino

La sua stanza era perfettamente ordinata, e all’apparenza non sono stati rinvenuti segni di una ipotetica colluttazione con terzi. Sul tavolo, però, una bottiglia di vino e due bicchieri usati. La modella americana non era quindi da sola, ma in compagnia di qualcuno.

Sorge dunque spontaneo chiedersi cosa sia successo quella notte. Dall’autopsia non sono emersi segni di violenza, ma bisognerà attendere l’esame tossicologico. Gli inquilini del palazzo non hanno udito urla né grida di alcun tipo, e nessuno è stato visto salire o scendere.

L’ascensore, fra l’altro, era fermo al sesto piano, proprio quello dove alloggiava la vittima. “Il portone dello stabile è di quelli di un legno pesante e molto grande, ce ne saremmo accorti”, ha dichiarato un condomino.

Un altro elemento da attenzionare è il ritrovamento, a poca distanza dal corpo, di un maglione e di una sciarpa. Sono della vittima, che era ancora vestita interamente? Le scarpe, però, erano posizionate sulla finestra.

La donna aveva chiesto indicazioni su una buona enoteca dove potesse acquistare del vino. I condomini, effettivamente, l’avevano vista salire nell’appartamento con la bevanda acquistata. Il punto è: era da sola al momento della caduta? O chi era con lei è andato via prima del coprifuoco? 

Nessuno, per adesso, parla di omicidio. Le ipotesi, in sostanza, sono varie: suicidio, caduta accidentalmente o omicidio.

E’ possibile che chi era con lei l’abbia spinta dalla finestra? O che vedendola cadere si sia data alla fuga? O, semplicemente, lei era da sola? Non resta che attendere l’esito delle indagini degli inquirenti. Il caso è seguito anche dall’ambasciata americana presente nella capitale. I genitori, nel frattempo, si stanno organizzando, fra le difficoltà della pandemia, per raggiungere l’Italia dal Michigan.

 

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