Giornata mondiale della fibromialgia, la sindrome che colpisce ben 2 milioni di italiani

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La fibromialgia colpisce ben 2 milioni di italiani, ma oggi è ancora una patologia poco conosciuta, anche a causa della sua difficile diagnosi. Il 12 maggio si celebra la giornata della fibromialgia per diffondere più consapevolezza su questa malattia, spesso debilitante per chi ne soffre. E molte città italiane si tingeranno di viola.

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Cos’è la fibromialgia?

Dolore diffuso in tutto il corpo, specie lungo la schiena e nel tratto cervicale, disturbi dell’umore, disturbi da stress, difficoltà a mantenere la concentrazione. Questi sono alcuni dei sintomi della patologia, che colpisce perlopiù le donne di un’età intorno ai 40 anni.

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La malattia, che colpisce soprattutto i muscoli, risulta una patologia invalidante per coloro che ne soffrono, ma ancora non è riconosciuta come malattia cronica. Oltre ai disturbi fisici, presenta anche disturbi di insonnia, stress e affaticamento generalizzano.

“Innanzitutto, si tratta di una sindrome – ha detto Piercarlo Sarzi Puttini, direttore dell’Uoc di Reumatologia Asst Fatebenefratelli Sacco di Milano e presidente dell’Associazione italiana sindrome fibromialgica (Aisf-Odv) – in quanto caratterizzata da un insieme di sintomi”.

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Poi ha aggiunto:La peculiarità è la presenza di un dolore muscolo scheletrico diffuso da almeno tre mesi. Dal 2010 in avanti rilevano altri 3 segni cardinali: alterazione del sonno, stanchezza sia mentale che fisica e disturbo neurocognitivo. A questi sintomi cardinali, si associano anche aspetti di tipo psico-affettivo come ansia e depressione”.

La diagnosi e la cura

Purtroppo a causa della scarsa conoscenza, la malattia è diagnostica solo una volta su due e spesso dopo aver consultato il reumatologo, dopo le indicazioni di altri specialisti. Questo comporta il fatto che la diagnosi può arrivare dopo anni, mentre il soggetto cerca di risolvere il problema con farmaci o cure non adatte.

“È necessario poi – ha spiegato ancora Sarzi Puttini – seguire anche trattamenti non farmacologici: per prima cosa il fitness. Avere una buona forma fisica ( a Modica il Corso di NordicWorking) e nutrirsi in maniera corretta è fondamentale. Da non trascurare infine l’aspetto psicologico, come problemi di disturbi post traumatici da stress che vanno analizzati e corretti con terapie terapeutiche comportamentali”, conclude il Professore.

Molte città italiane domani si tingeranno di viola per diffondere la consapevolezza su questa sindrome misconosciuta.

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