“Mi hanno picchiato e perforato il timpano”: la denuncia social del figlio 16enne di Costacurta

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“Questo è quello che succede a un ragazzino di 16 anni dalla Polizia di Stato che la gente elogia tanto. Mi hanno picchiato e per precisare mi hanno perforato il timpano”.

Spiega così attraverso un post sulle proprie stories Achille Costacurta, figlio di Alessandro (ex perno della difesa del Milan anni ’90 e attuale commentatore Sky) e della ex Miss Italia e volto noto Martina Colombari.

Classe 2004, Achille non ha nemmeno 18 anni ed è stato suo malgrado protagonista di una brutta vicenda – di cui si attende l’eventuale versione delle forze dell’ordine.

Secondo quanto riportato dai media che hanno raccontato la vicenda, il giovanissimo avrebbe violato il coprifuoco e a causa di alcune parole fuori posto sarebbe avvenuta una colluttazione: “Mi devo operare solo per averli chiamati sbirrazzi. Un bel 100k ce lo facciamo dare questa volta. Basta abuso di potere!”

Tra le stories, sempre su Instagram, il giovane Costacurta ha postato le immagini di una maglietta con alcune macchie di sangue.

La vicenda è accaduta a Parma e il ragazzo è stato accompagnato presso l’Ospedale della città ducale dove ha ricevuto soccorso dopo l’accaduto (Ospedale da cui ha postato l’ultima storia in nottata).

Molto attivo sui social come tantissimi suoi coetanei (parliamo, ricordiamolo, di un adolescente) Achille Costacurta ha in passato postato stories da cui emerge una posizione non esattamente favorevole alle forze dell’ordine, anche a giudicare dall’uso di un particolare acronimo.

Martina Colombari e l’intervista a ‘Il Messaggero’ sul rapporto col figlio

Qualche settimana fa Martina Colombari è stata intervistata da ‘Il Messaggero’ ed ha raccontato del proprio difficile rapporto con il figlio e, soprattutto, delle difficoltà del figlio adolescente al tempo del Covid (e della didattica a distanza):

“Ogni scusa era buona per spegnere la telecamera. La merenda, una pausa, una sigaretta. I ragazzi di 16 anni hanno esigenze precise e lo studio non è necessariamente tra quelle”.

Da qui, la necessità di chiedere una mano a una professionista: “Ci siamo fatti aiutare da una psicologa che si occupa di genitorialità. Lo dico serenamente: chiedere aiuto non è un atto di debolezza, ma di grande amore per i propri figli”.

E proprio dopo il consulto di una psicologa, è stato deciso di dare maggior libertà al ragazzo: “Abbiamo dato fiducia e libertà a nostro figlio, ora sta a lui gestirla”.

In precedenza, a ‘Vieni da me’, aveva raccontato:

Oggi per i ragazzi giovani ci sono troppi stimoli, è un periodo difficilissimo sia per loro, sia per noi genitori. Ci sono i social network che li circondano, hanno questa smania di essere coperti di marchi dalla testa ai piedi… Se mi faccio delle domande a riguardo? A volte non ci dormo la notte!”

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