E’ morto Amedeo di Savoia – Aosta: nel 2006 rivendicò il ruolo di pretendente al trono d’Italia

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amedeo di savoia - aosta

E’ morto a 77 anni Amedeo Umberto Giorgio Paolo Costantino Elena Fiorenzo Maria Zvonimir, meglio noto come principe Amedeo Duca di Savoia e Duca d’Aosta.

Il membro della famiglia reale, nato a Firenze il 27 settembre del 1943, è morto la notte scorsa all’ospedale San Donato di Arezzo dove era ricoverato da giovedì 27 maggio per un intervento chirurgico.

Secondo quanto riportato, il decesso è avvenuto per arresto cardiaco.

Ha vissuto l’ultimo periodo della vita in Toscana, a Castiglion Fibocchi, dove era imprenditore agricolo (Vini Savoia-Aosta).

A rendere nota la scomparsa, la Real Casa di Savoia attraverso un breve comunicato:

“La Real Casa di Savoia annuncia: questa mattina si è spento, in Arezzo, S.A.R. il Principe Amedeo, Duca di Savoia e Duca d’Aosta”.

Quarantunesimo in linea di successione al trono spagnolo (in quanto discendente del re di Spagna Amedeo I), nel 2006 rivendicò per sé il titolo di duca di Savoia e il ruolo di pretendente al trono d’Italia, in disputa con Vittorio Emanuele di Savoia.

Chi è stato principe Amedeo?

Figlio di Irene di Grecia e di Aimone di Savoia, Amedeo era nipote di Umberto II, ultimo re d’Italia.

Nato nel pieno della seconda guerra mondiale, a soli 8 mesi di vita fu internato in un campo di prigionia in Austria (nel campo di Hirschegg) insieme alla madre Irene e alle due cugine, su ordine di Heinrich Himmler (Reichsführer – grado più alto – delle SS).

Liberato nel maggio del 1945, dopo alcune settimane in Svizzera torna in Italia dove vede per la prima volta il padre, che muore nel 1948 – lasciando ad Amedeo il titolo di capo della casa Savoia-Aosta.

Da quel momento in poi, rappresenterà il nonno Umberto II, esiliato in Portogallo, in manifestazioni in tutta Italia.

Amedeo presterà servizio militare in Marina come ufficiale di complemento di esercitazioni nell’Atlantico e nel Mediterraneo, tenendosi sempre lontano dalla politica, nonostante gli inviti di diverse realtà a scendere in campo (nel 1992 il PSDI lo corteggiò per le elezioni politiche alla Camera dei deputati per la circoscrizione di Napoli, ma non se ne fece nulla, e nel 1997 il Polo delle Libertà riuscì quasi a convincerlo a candidarsi alla guida del comune di Torino).

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