Olimpiadi, il Ct della pallavolo e il suo j’accuse ai social dopo l’eliminazione

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3-0 netto contro la Serbia campione del mondo, senza storia e senza diritto di replica: così l’italvolley femminile è fuori da Tokyo 2020. Ma il CT Davide Mazzanti non riesce a dare tutto la colpa della sconfitta allo strapotere della Serbia, quanto alla ‘distrazione’ delle sue atlete: “Gli avevo detto di staccarsi dai social“.

Il pessimo bilancio di Tokyo 2020

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L’Italia sta facendo bene, benissimo, vincendo anche alcuni ori storici (Tamberi, Jacobs, Ganna e Co.), eppure sono arrivate delusioni, proprio dagli ‘insospettabili’. Sono infatti le nostre punte di diamante, quelle su cui si puntava per una medaglia, ad aver disatteso tutte le aspettative. In poco più di 24 ore a salutare ai quarti i giochi olimpici sono la nazionale maschile di pallavolo (medaglia d’argento a Rio 2016), il duo di beach Volley Lupo-Nicolai (anche l’oro argento olimpico in Brasile), e la nazionale femminile di pallavolo (vice-campione del mondo in carica).

L’italvolley maschile ha combattuto con le unghia e con i denti, arrivando al tie-break; il duo di beach si è arreso, ma lottando, allo strapotere della coppia qatarina Cherif-Ahmed; L’italvolley femminile invece è stata liquidata nel minimo (3-0 netto, con parziali pesanti) dalla Serbia. Lotta impari? Strapotere dell’avversario? Secondo il ct Davide Mazzanti, la risposta alla sconfitta sarebbe attribuibile anche a fattori esterni.

Social poco ‘socievoli’ che fanno distrarre le atlete

Le ragazze della pallavolo sono molto social, ma come si sa spesso i social sono una cloaca, soprattutto per personaggi pubblici, i cui comportamenti sono sotto la lente d’ingrandimento per tutti.

Secondo il Ct Davide Mazzanti le sue ragazze sarebbero state troppo condizionate da fattori esterni: “Alle ragazze avevo detto: ‘Cercate di staccarvi da tutto quello che vi circonda’ perché già di emozioni ne abbiamo tante. La melma quando arriva è melma, al di là di chi te la tira. Questa Olimpiade è stata una palestra tosta per tutti sotto questo punto di vista: per me che ho fatto cinque post in sei anni è più facile staccarmi dai social, forse per loro è un po’ più difficile”.

Un esempio lampante è l’invettiva, ingiustificata e ingiustificabile di Mario Adinolfi contro Paola Egonu, parole becere che però feriscono.

 

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Se la sconfitta è di oggi, le olimpiadi sono già il passato per una nazionale che il 18 dovrà partecipare ai campionati europei: “Dispiace – ha proseguito l’allenatore – non aver regalato a tutto il movimento della pallavolo, che si nutre dei successi della nazionale, quello che avevamo in testa. Ma credo che questa squadra, dopo aver superato questo ‘infortunio’ delle Olimpiadi, abbia ancora tanto da raccontare“.

Magari due settimane di detox dai social, specie ora che la squadra è sommersa da critiche feroci, non farebbe male.

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