“Devo pianificare la mia morte”: il drammatico annuncio della protagonista di un film cult del 1999

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selma blair

Cruel Intentions – Prima regola non innamorarsi è un film del 1999 ormai diventato di culto e molti ricorderanno l’attrice diventata celebre grazie al suo ruolo in questo film, Selma Blair.

Sfortunatamente la protagonista del film ha scoperto di essere affetta di una grave malattia, la Sclerosi Multipla, e per questo si sta preparando tristemente alla propria morte – come da lei stesso raccontato.

La protagonista di Cruel Intentions ombatte contro la Sclerosi Multipla

La Sclerosi Multipla è una malattia altamente disabilitante che conduce nei casi più gravi alla paralisi e persino alla morte. Selma Blair, la bella e brava attrice di Cruel Intentions – Prima regola non innamorarsi ha scoperto di esserne affetta e ha raccontato le sue emozioni in un documentario a lei dedicato, Introducing, Selma Blair.

L’attrice 49enne racconta le sue vicissitudini e il rapporto con la malattia aprendo il suo cuore davanti alle telecamere, spiegando nel dettaglio le sue sofferenze.

“Mi hanno detto che devo fare i piani per morire”, ha spiegato. “Ma non perché ho la sclerosi multipla, perché sto combattendo la sclerosi multipla”.

Un documentario per dare speranza

“Avevo la convinzione di pensare di avere qualcosa di importante da dire”, ha spiegato Selma Blair. “Si continua sempre ad aprire finestre o chiudere porte e trovare nuovi strumenti. Spero che questa mia piccola vita possa dare a qualcuno che ne ha bisogno qualche tipo di speranza o forse far fare una risata o almeno un po’ di consapevolezza su noi stessi”.

Poi conclude: “Spero che il film possa dimostrare che la Sclerosi Multipla può acquisire diverse forme. Che le debolezze e i punti di forza delle persone possono variare. E tutte le emozioni della vita rendono anche la guarigione un processo variabile, per ciascuno di noi”.

Qualche tempo fa, l’attrice si era rasata i capelli dopo che la malattia le era stata diagnosticata. Un gesto di coraggio estremo per dimostrare la vicinanza alle persone che come lei ne soffrono.

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