Louis Vuitton, Gucci, Chanel… qual è il brand luxury che fattura di più?

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Statista Luxury Brands

Il diavolo vestirà pure Prada, ma Pluto (Dio della ricchezza) veste sicuramente Louis Vuitton. Nei giorni scorsi Statista, portale web tedesco per la statistica, che rende disponibili dati raccolti da istituzioni che si occupano di ricerca di mercato e di opinioni, così come statistiche riguardanti l’ambito economico e statale, ha reso nota la loro ultima indagine di mercato sui dieci marchi di moda più famosi e lussuosi al mondo, valutandone, per l’appunto, il loro valore di mercato nel 2021; si parla di miliardi e miliardi di dollari americani.

Della ricerca, tuttavia, stupisce “l’immutabilità” dei brand, più che i vari posizionamenti delle aziende e delle case di moda in sé e per sé. Insomma, in un mondo veloce, globalizzato e con più possibilità creative rispetto al passato, nessun nuovo marchio, anche costoso come il Chiara Ferragni Collection o Michael Kors, riesce a spodestare le colonne portanti della moda internazionale, aggiudicandosi il titolo di “luxury brand”. In poche parole, la fama è dettata dal prestigioso nome dell’azienda che non dalle collezioni proposte.

Dati alla mano: qual è il luxury brand più ricco?

In cima alla classifica di Statista, primeggia incontrastata Louis Vuitton con una valutazione di mercato di quasi 76 miliardi di dollari, una cifra immensa che sembra confermare anche un trend interno alla classifica stessa, ovvero lo strapotere delle maisons francesi su tutte le altre. In seconda e terza posizione, infatti, troviamo rispettivamente Chanel, con 47 miliardi di dollari, e Hermes, 46,4 miliardi; la Vuitton, tuttavia, stacca entrambe di trenta miliardi. Al quarto posto, si piazza Gucci, 33,8 miliardi di dollari, la sola azienda italiana, insieme a Prada in penultima posizione con un valore complessivo di “soli” 4 miliardi tondi, presente in una lista di aziende di moda che parla francese. Oltre alle prime tre posizioni in testa, infatti, altre tre aziende figurano, stiamo parlando di Cartier, Christian Dior e Saint Laurent, tutte e tre con un valore di mercato inferiore ai dieci miliardi di dollari; rispettivamente 7,3, 5,4 e 5,2.

Non poteva, mancare ovviamente in questa classifica, la marca di orologi per eccellenza, la Rolex, che fa guadagnare alla Svizzera il quinto posto con 8,1 miliardi di dollari. Chiude, invece, la statistica l’unico marchio del Regno Unito, ovvero Burberry con i suoi 3,9 miliardi di dollari di mercato.

Le reazioni di Reddit alla classifica

Su Reddit (dove la classifica è stata postata) le reazioni non si sono fatte attendere ed in tanti hanno dato la loro opinione. C’è chi scrive che se si parla di lusso, si parla di un affare europeo, ma prontamente qualcuno lo corregge parlando, piuttosto, di affare esclusivamente francese. C’è chi si stupisce, inoltre, per l’assenza di Apple, data la qualità dei loro prodotti, ma subito un utente ha fatto notare come: “La gente dice che Apple è un marchio di lusso e dovrebbe essere in questa lista. Alcuni di questi marchi producono accessori per iPhone più costosi dei telefoni stessi”, una verità schiacciante, se si considera, come detto prima, che in questi casi si paga il marchio che non l’oggetto in sé.

Ma c’è chi sottolinea però che il buon gusto di una volta, forse, è sparito del tutto: “Ero affascinato da questi marchi di lusso, in particolare Chanel, Dior e Gucci. Amavo (e amo ancora) le loro pubblicità degli anni ’50 e ’60 e le cose che facevano allora. Veramente eleganti, glamour e forse un po’ eccentriche, ma comunque adatte ad una persona normale da indossare.

Poi ho iniziato a lavorare in hotel “lussuosi” e ho visto più che abbastanza odiosi tipi di “nuovi soldi” in tute da ginnastica Gucci, donne trash con borse LV o semplicemente persone vestite di stracci completi con enormi loghi intonacati dappertutto. Il romanticismo e il glamour sono morti.

Nessuno di questi marchi (beh, a parte Burberry forse) mi sembra più lussuoso. Se mai dovessi diventare milionario, preferirei ordinare i miei vestiti da sarte e designer indipendenti che possono ancora realizzare cose belle di buona qualità.”

 

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