Afghanistan, i talebani sulle donne: “Dovrebbero far parte del governo a patto che…”

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Mentre la sindaca più giovane dell’Afganistan esprime la convinzione della sua imminente uccisione e i media e le giornaliste “sfidano” i talebani, questi ultimi rilasciano dichiarazioni all’apparenza più moderate sul futuro delle donne sotto l’emirato. Ma potrebbe essere, appunto, apparenza, e sintomo di un modus operandi che si articolerà fra esecuzioni e ipotetiche aperture

Con la presa dell’Afghanistan i talebani portano a termine il colpo decisivo per instaurare l’emirato islamico, il quale, in modo del tutto inaspettato, dichiara di non volere che le donne siano vittime.

Una sorta di apertura, dunque, che riguarderebbe in particolare la presenza delle donne al governo: “L’Emirato Islamico non vuole che le donne siano vittime”, ha dichiarato  Enamullah Samangani, membro della commissione Cultura degli insorti, il quale aggiunge che dovrebbero far parte del governo a condizione che, tuttavia, seguano i dettami della Sharia.

E mentre i civili si danno alla fuga, i talebani festeggiano l’ascesa al potere al parco giochi:

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Sì a istruzione e ruoli nel governo no all’obbligo del burqa: talebani più moderati?

Mentre aumenta il terrore della popolazione civile e si contano numerosi decessi causati dalla violenza delle fughe da ogni città dell’Afghanistan, i talebani provano, a modo loro, a rassicurare su quello che sarà il futuro delle donne all’interno dell’emirato islamico. 

Oltre alle dichiarazioni inerenti il ruolo che delle donne all’interno del governo, una forma di apertura riguarda il diritto all’istruzione e la non obbligatorietà del burqa. Uno dei portavoce dei talebani Suhail Shaheen ha dichiarato che le donne afghane dovranno sì indossare l’hijab ma non saranno obbligate ad indossare il burqa. Sempre secondo Shaheen la popolazione femminile afghana potrà accedere all’istruzione, anche quella superiore come l’Università.

“Verranno ad uccidermi ma non ho paura”: come stanno realmente le donne in Afghanistan?

Il timore sulla sorte propria e delle donne in Afghanistan arriva anche dalla 27enne Zarifa Ghafari, la più giovane sindaca dell’Afghanistan, da sempre sostenitrice dei diritti delle donne. Proprio per tale ragione, la prima cittadina ha affermato: “verranno per le persone come me e mi uccideranno. Sono seduta qui in attesa che arrivino. Non c’è nessuno che aiuti me o la mia famiglia. Sto solo seduta con loro e mio marito. Non posso lasciare la mia famiglia. E comunque, dove andrei?”, ha dichiarato al New York Times.

Nel mondo dei media, invece, conduttrici e giornaliste hanno deciso di sfidare i talebani ritornando su Tolo News dopo essere sparite nei giorni dell’offensiva.

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