Ricchezza estrema e degradante povertà a due passi: il caso della scuola di George e Charlotte

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George e Charlotte

A Londra, vicino alla scuola di George e Charlotte di Inghilterra, ricchezza estrema e povertà si toccano senza incontrarsi mai. Due quartieri agli antipodi della classi sociali coesistono, come se non fosse cambiato nulla dall’età vittoriana. Le divergenze sono dure da colmare.

Lo racconta in un reportage il ‘Mirror’ – di seguito ve ne parliamo anche noi.

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Anche George e Charlotte di Inghilterra vanno a scuola come tutti i bambini. Sì, ma la Thomas’s Battersea School si trova in un quartiere vittoriano dove il prezzo delle case può arrivare a costare fino a 2 milioni di sterline (vale a dire 2.34 milioni di euro)!

E poi, verso la fine della strada, vi è un quartiere “normale”, frequentato da gente appartenente alla classe media o bassa: si tratta della zona Winstanley Estate, un tempo aggregato di case popolari, nonché zona molto calda nei noti disordini londinesi del 2011.

Lo racconta Hannah, di 28 anni, che negli ultimi dieci anni si è recato presso questo quartiere per fare visita al nonno: “È proprio come se i due mondi esistessero ma non si incontrassero mai”, ha detto.

Ricchezza e povertà: un infinito confronto

“Quando vado vicino alla scuola, mi sento come se mi guardassero diversamente rispetto a una persona bianca”, ha dichiarato. “Non mi conoscono e non sanno nulla di me. Ma le persone mettono i lucchetti alle loro Range Rovers perché pensano che io gli possa rubare la macchina, ma in realtà io ho di meglio da fare”, ha aggiunto.

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Un altro residente ha espresso la sua opinione: non sono né i bambini né i genitori ricchi il problema, ma i paparazzi che vengono a fare le foto, disturbando la quiete di chi abita in quei quartieri. 

Per quanto riguarda  Winstanley Estate, zona una volta abbastanza malfamata, ha assistito a una riqualificazione – anche grazie all’acquisto degli appartamenti da parte dei privati.

Anche se come ha affermato Penelope Lamb, di 58 anni, gli spacciatori di droga non hanno lasciato la zona, anzi li si può vedere ancora in giro tra le case: “Noi non viviamo dentro queste proprietà”, ha affermato. “Sopravviviamo”.

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