“Ho lasciato il lavoro per servire mio marito”: la storia di Katrina e il paradosso del femminismo

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casalinghe anni 50

Definire il femminismo, considerando la moltitudine di posizioni all’interno della sua galassia semantica e concettuale, è difficile, sicuramente poco opportuno in un articolo giornalistico, eppure bisogna parlarne.

Bisogna parlarne perché, sebbene oscuro di significato, il significante è così ricorrente che non ci si può non fare i conti con l’attuale bisogno della donna di aver riconosciuti i propri diritti, in misura eguale a quelli dell’uomo, in ambito civile, economico, giuridico, politico e sociale.

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La parità di generi passa soprattutto attraverso l’autodeterminazione personale che le donne, sempre abituate a essere madri, mogli e compagne, reclamano in maniera individuale.

Eppure l’autodeterminazione potrebbe portare ad un paradosso all’interno del femminismo stesso, perché in verità ci sono molte donne che scelgono consapevolmente di essere madri, moglie compagne, quanto più servili possibile.

Alena Kate Pettitt è una donna britannica che, dopo un passato nel settore marketing dell’industria cosmetica, ha presto deciso di abbandonare la carriera per dedicarsi completamente al ruolo di moglie e casalinga. Lei è la fondatrice del movimento delle donne tradizionaliste, in inglese Tradwives, un movimento che propugna l’ideale della donna come angelo del focolare domestico.

Il caso particolare: la storia di Katrina Holte

Katrina Holte, 30 anni, era troppo stressata dal suo lavoro e dalle incombenze della vita quotidiana, vissuta da donna autonoma, così ha deciso di abbandonare il suo impiego per consacrare la vita al servizio del marito.

Adesso, abbandonando la contabilità di ufficio, ha deciso di confezionare abiti tradizionali, così da avere più tempo per i veri doveri di una donna, che si possono sintetizzare nelle incombenze che avevano le casalinghe negli anni ’50.

Katrina-Holte-1950s-housewife

Ora cucina e pulisce mentre suo marito Lars, 28 anni, ingegnere, si dirige al lavoro. Ha detto: “Mi sento come se stessi vivendo come ho sempre voluto. È la vita dei miei sogni e mio marito condivide la mia visione. Faccio tonnellate di piatti, bucato e stiro. Ma lo adoro e mi aiuta a prendermi cura di mio marito e questo mi rende davvero felice. Sono d’accordo con i valori vecchio stile, come essere una casalinga, prendersi cura della propria famiglia e mantenere la casa in ottime condizioni.”

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