Il figlio di Gigi D’Alessio a processo: una strategia dietro?

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Gigi e Claudio D'Alessio

Il figlio del cantante Gigi D’Alessio, Claudio, è a processo da sette anni dopo la denuncia di lesioni e violenza privata da parte dell’ex colf ucraina, Halyna, di quarant’anni. I fatti risalgono al 5 luglio 2014 quando Halyna lavorava a casa della coppia D’Alessio – Minetti, all’epoca l’imprenditore nel ramo del wellness e dello sport era impegnato, infatti, con Nicole Minetti, personaggio tv e, soprattutto, ex consigliera regionale lombarda nel partito “Forza Italia” di Silvio Berlusconi.

Stando alla ricostruzione dei fatti, in piena notte, Claudio e Nicole avrebbero avuto un’accesa discussione nel loro appartamento in Via Michele Mercati, nel quartiere Parioli di Roma, la colf, che dormiva nella soffitta, si sarebbe svegliata a seguito delle urla provenienti dal piano di sotto. Una volta giù Halyna avrebbe chiesto alla coppia di abbassare il tono di voce, perché non riusciva a dormire. Quel rimprovero avrebbe scatenato la furia del figlio di Gigi D’Alessio che, secondo la ricostruzione del pubblico ministero Mario Dovinola, avrebbe sbattuto la donna fuori di casa in pigiama e ciabatte.

Nella denuncia sporta il 9 luglio, l’ex colf di casa D’Alessio ha dichiarato: “Ha provato a lanciarmi una sedia. Poi mi ha strattonato e sbattuto contro il muro, buttandomi la valigia fuori casa. Solo perché gli avevo chiesto l’ultimo stipendio. Non mi pagava e maltrattava.” A conferma dell’accaduto, un ex datore di lavoro della colf ucraina avrebbe testimoniato a suo favore, raccontando nel dicembre del 2019 come l’avrebbe soccorsa portandola all’Ospedale San Filippo Neri per le visite mediche a seguito dell’aggressione.

Ma oltre alle lesioni, Halyna ha colto l’occasione per denunciare anche le condizioni disumane in cui era costretta a lavorare: “Nell’appartamento ho dormito sempre in una stanza senza porta e armadio, al limite della schiavitù, lavorando in nero quindici ore al giorno. E lui non mi ha quasi mai pagato. Ero pronta ad andarmene.” Insomma, Halyna, così come tante altre colf anche di personaggi famosi e non solo, sarebbe stata vittima di un sistema di sfruttamento reiterato che non garantisce alle governanti un ben che minimo sostegno e protezione.

La difesa di D’Alessio e i ritardi del processo per il Covid: c’è una strategia dietro?

Il figlio del cantante ha rigettato tutte le accuse mosse da Halyna, affermando come stia vivendo un incubo lungo sette anni solo per legittima difesa, secondo gli avvocati dell’imprenditore, infatti, l’ex colf sarebbe stata pronta a lanciare una sedia contro di lui e la Minetti, se non fosse intervenuto per fermarla: “Da sette anni si sta facendo un processo per un livido dietro ad un braccio. Non ho interesse a rinviare l’udienza, ogni volta c’è un motivo.” Ha dichiarato ieri Claudio D’Alessio, dopo l’ultima udienza del processo a suo carico.

Eppure, per quanto non ci possa essere, secondo il figlio di D’Alessio, nessun interesse a rinviare ulteriormente l’udienza, ieri avrebbe dovuto testimoniare l’ultimo teste della difesa, un amico dell’allora convivente di D’Alessio e Nicole Minetti, e le parti avrebbero dovuto discutere. Ma quel testimone, nonostante la volontà manifesta di Claudio a finire il processo quanto prima possibile anche per tutelare la propria famiglia, è infatti padre di tre bambine, non si è presentato: verrà sentito il 21 ottobre prossimo con accompagnamento coattivo, come disposto dal magistrato, e il 20 dicembre prossimo ci sarà la sentenza tanto attesa.

E il coronavirus ha fatto in questi ultimi due anni la sua parte, divenendo complice, chissà se ben gradito, dell’imputato D’Alessio. Il Covid e i continui rinvii dovuti alle mancate comparizioni di alcuni testimoni hanno allungato il processo fino a portarlo molto vicino alla data entro la quale scatterebbe la prescrizione, il 22 gennaio 2022, e per questo la parte civile ha avanzato il sospetto che i rinvii fossero finalizzati proprio ad una strategia difensiva per arrivare a quella data.

La nuova vita di Nicole Minetti

Ma che fine ha fatto la Minetti dopo la rottura con Claudio D’Alessio e l’abbandono alla politica a seguito del caso Ruby? L’igienista dentale del San Raffaele di Milano, dopo una breve carriera da showgirl per programmi tv come “Scorie” e “Colorado”, non ha più parlato in pubblico di Berlusconi, il settimanale Chi lo scorso agosto aveva annunciato la fine della sua storia d’amore, durata quattro anni, con il manager Giuseppe Cipriani. Nicole ha fatto le valigie e ha lasciato la dimora che condivideva con l’imprenditore, i motivi della rottura non sono al momento noti.

Nicole Minetti profilo Instagram hot

Ultimamente, però, la Minetti è tornata alla ribalta anche per l’apertura di un nuovo profilo Instagram, questa volta privato, dai contenuti decisamente hot. Molti fan, infatti, avevano chiesto alla Minetti di sbarcare su Onlyfans, una piattaforma a pagamento conosciuta soprattutto per gli scatti sexy proposti dai vari utenti, ma al momento l’ex politica non si è sentita di compiere questo passo e così ha deciso di accontentare i suoi follower con un profilo “vietato ai minori”, spostando tutte le sue foto più spinte su questo secondo account.

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