Gli smartphone ci spiano? Il servizio di Striscia conferma l’allarme. Ma già si sapeva

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Un inquietante servizio di Striscia la Notizia mostra come tramite il microfono dello smartphone possano giungere pubblicità mirate.

Al giorno d’oggi tutti siamo legati al nostro smartphone. Questi dispositivi sono diventati essenziali per la vita di tutti i giorni, non solo perché ci permettono di chiamare da qualsiasi posto ci si trovi e perché permettono di lavorare e mandare mail mentre siamo in viaggio, ma perché sono diventati anche il principale strumento con cui passare il tempo e informarsi.

Grazie alle connessioni internet e alle varie app, infatti, è possibile tenersi in contatto con gli amici, curare le pagine social, trovare una strada che non si conosce, leggere le notizie di tutti i principali quotidiani e conoscere la traduzione di una frase che ci serve per comunicare all’estero. Insomma gli Smartphone sono strumenti preziosi, ma tuttavia nascondono anche delle insidie.

In un servizio di Striscia la Notizia di qualche giorno fa, l’inviato Marco Camisani Calzolari aveva parlato della possibilità che le nostre conversazioni potessero essere registrate tramite il microfono dello smartphone e che le informazioni così ottenute potessero essere utilizzate per farci arrivare delle pubblicità mirate. Per provarlo aveva chiesto di fare un esperimento, chiedendo agli spettatori di pronunciare in prossimità del microfono la frase:

“Mi serve un’auto nuova, una macchina per viaggiare”.

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Gli Smartphone ci spiano: il servizio di Striscia conferma l’allarme  

Nel servizio andato in onda ieri, Marco Camisani Calzolari ha riportato alcune delle reazioni dei telespettatori. Omar, ad esempio, ha scritto: “Tempo due minuti, avevo post sponsorizzati su Facebook su automobili ibride, da me mai cercate”. Altri hanno avuto lo stesso riscontro su Instagram, Youtube o altre applicazioni. Dato che ognuno ha trovato la pubblicità mirata su un app differente, è possibile dunque che nel accettare le norme sulla privacy abbiano firmato senza leggere a cosa stessero dando il consenso.

Basta infatti controllare le richieste che vi fa ogni app al momento dell’istallazione per scoprire che molte di queste vi richiedono l’accesso al microfono, alcune anche alla videocamera e alla rubrica dei contatti. Non è escluso, però, che attraverso la navigazione abbiamo per sbaglio permesso a delle app pirata di forzare il nostro sistema e dunque sono queste che forzano l’accesso al microfono. Per evitare che capiti, dunque, è bene controllare che non vi siano app sospette o che non avete mai istallato volontariamente. Se così non fosse bisogna controllare tutte le app che utilizzate e che avete nel telefono e disabilitare l’accesso al microfono.

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Uno dei componenti del garante della privacy, Guido Scorza, a tal proposito ha commentato: “Attraverso i microfoni dei nostri smartphone e tablet è tecnicamente possibile per i produttori di app attivare il microfono, quindi ascoltarci. A seguito del servizio di Striscia, abbiamo appena aperto un’indagine”.

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