Modello Riace, Mimmo Lucano condannato a 13 anni: “E’ abominevole”

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Mimmo Lucano

L’ex sindaco di Riace, diventato un vero e proprio simbolo dell’integrazione, è stato condannato con l’accusa di illeciti nella gestione dei migranti. La condanna è durissima, e sui social monta lo sdegno e l’incredulità

E’ stato condannato a 13 anni 2 mesi di reclusione Mimmo Lucano, l’ex sindaco di Riace diventato simbolo dell’integrazione. Una condanna durissima, talmente dura da non sembrare reale.

La sentenza, infatti, ha condannato l’ex primo cittadino al doppio della pena rispetto a quella richiesta dalla pubblica accusa, ossia 7 anni e 11 mesi. L’accusa è quella di illeciti nell’ambito della gestione dei migranti.

Il processo, noto come “Xenia”, si è svolto presso in Calabria presso il tribunale di Locri.

L’inchiesta sulle presunte attività illecite di Mimmo Lucano

Come riportato dall’Huffington Post, i reati contestati da parte della Procura erano di associazione per delinquere, abuso d’ufficio, truffa, concussione, peculato, turbativa d’asta, falsità ideologica e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Per tale ragione l’ex primo cittadino era stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari 2 ottobre del 2018 dai finanzieri di Locri. Questi ultimi avevano messo in atto l’ordinanza di custodia cautelare disposta dal Gp del tribunale locrese.

Con quell’ordinanza si dispose anche il divieto di dimora per la compagna di Lucano, Tesfahun Lemlem.

Le indagini riguardavano la gestione di alcuni finanziamenti del ministero degli Interni e dalla Prefettura di Reggio Calabria al comune di Riace per efficientare la gestione dell’accoglienza dei rifugiati e dei richiedenti asilo politico.

Secondo gli inquirenti Mimmo Lucano e la compagna avrebbero messo in atto degli escamotage, fra cui ad esempio matrimoni di comodo, per aggirare la normativa nazionale in materia e favorire l’ingresso di rifugiati e richiedenti asilo in Italia.

Una gestione, quella dei progetti Sprar e Cas, ritenuta dagli inquirenti “tutt’altro che trasparente”. A seguito del Riesame a Lucano erano stati sospesi i domiciliari ma era stato disposto il divieto di dimora a Riace e la sospensione dal suo incarico di sindaco.

Fra le accuse contestate a Lucano anche quella della gestione dei rifiuti. Il primo cittadino avrebbe infatti proceduto alla procedura dell’affidamento diretto, considerato come “fraudolento” in quanto avrebbe favorito le due cooperative sociali “Ecoriace” e L’Aquilone”, le quali non avrebbero i requisiti richiesti in materia di appalti e di ottenimento di servizio pubblico.

Condanna di Mimmo Lucano, scatta la polemica sui social

La vicenda di Mimmo Lucano è diventata immediatamente prima in tendenza su Twitter. La condanna sta facendo discutere tantissimo, e sono centinaia di migliaia di utenti che ritengono la condanna a dir poco vergognosa.

Il fatto che la condanna corrisponda a più del doppio di quella inizialmente richiesta dall’accusa non ha fatto altro che gettare benzina sul fuoco.

In tanti hanno poi paragonato la recente assoluzione nel processo inerente la trattativa Stato Mafia, la quale è finita con l’assoluzione di Dell’Utri e di Moro.

Nel complesso, dunque, il web è assolutamente contrario alla condanna inflitta all’ex primo cittadino, ritenuto vittima di un sistema ingiusto.

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