Concorsi truccati negli Atenei, è scandalo: indagato anche Massimo Galli (ma sono tanti i precedenti)

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Massimo Galli

Il noto virologo è stato accusato di aver pilotato dei concorsi per docenti ordinari dell’Università Statele di Milano

Il noto infettivologo Massimo Galli è stato denunciato, assieme ad altre 33 persone, per aver pilotato concorsi pubblici in università.

Nell’ambito dell’indagine coordinata dalla procura di Milano e denominata Laurus sono emerse una serie di anomalie riguardanti da un lato la gestione delle iscrizioni presso il Corso di Studi a numero chiuso di Odontoiatria e Medicina e dall’altro nei concorsi di alcuni docenti ordinari.

Favoritismi alla Statale di Milano: scoppia lo scandalo concorsi truccati 

Attualmente sono ancora in corso le indagini preliminari da parte del Nas, attraverso le quali è stato possibile appurare la sussistenza di reati quali associazione a delinquere (art. 416 del codice penale), corruzione (art. 319 c.p.) abuso d’ufficio (art. 323 c.p.), turbata libertà degli incanti (art. 353 bis c.p.) e falsità materiale commesso dal pubblico ufficiale (art. 476 c.p.), come riportato dal Milano Today.

24 in tutto i docenti indagati afferenti a importanti atenei italiani. Fra questi quelli di Milano, Torino, Pavia, Roma e Palermo.

L’indagine Laurus ha preso vita nel 2018 a seguito di alcune segnalazioni riguardanti presunte irregolarità nelle iscrizioni presso il CdL di Odontoiatria e Medicina.

Il polverone, però, non ha riguardato solo le anomalie nell’accesso al suddetto corso che, come specificato, è a numero chiuso, ma anche le modalità di assunzione di docenti ordinari, associati. Ma non solo: i favoritismi si sarebbero verificati anche nelle nomine di assistenti e dirigenti ospedalieri.

Quello che sembra venir fuori dall’indagine, dunque, è una complessa macchina finalizzata ad aggirare il criterio di meritocrazia in materia di concorsi pubblici, universitari e non.

L’attenzione degli investigatori, infatti, si è rivolta verso i membri delle commissioni concorsuali valutatrici, tutti appositamente selezionati in base ai candidati da favorire.

Concorsi truccati, i precedenti

Non è ovviamente la prima volta che si verificano irregolarità all’interno del meccanismo assunzionale negli Atenei italiani. Una logica corrotta, infatti, serpeggia negli Atenei di tutta Italia.

Era il 2017 quando, dopo quattro anni di indagini coordinate dalla procura fiorentina, scoppiò lo scandalo dei concorsi di abilitazione truccati. 59 in tutto i docenti indagati, 22 quelli interdetti dalle funzioni accademiche e 7 quelli posti agli arresti domiciliari.

La logica universitaria è questa (…) un do ut des, tu mi dai questi a Napoli e io do… funziona così: a ogni richiesta di un commissario corrispondono tre richieste provenienti dagli altri commissari: io ti chiedo Luigi e allora tu mi dai Antonio, tu mi dai Nicola e tu mi dai Saverio”.

Fu attraverso le parole intercettate di Pasquale Lorusso, professore ordinario di diritto tributario, che si smascherò la logica corrotta dietro le abilitazioni come docente universitario.

Nel 2019, soli due anni dopo, arrivò un altro scandalo. Con l’operazione “Università Bandita” emerse la forza e la violenza della corruzione nei concorsi pubblici universitari.

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In quell’occasione vennero indagati 40 docenti, interdetto dai pubblici uffici il rettore dell’Università di Catania. 14 in tutti gli Atenei coinvolti, fra i quali: Bologna, Cagliari, Catania, Catanzaro, Chieti-Pescara, Firenze, Messina, Milano, Napoli, Padova, Roma, Trieste, Venezia e Verona.

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27, in tutto, i concorsi truccati: 7 per professore ordinario, 4 per professore associato, 6 per ricercatore.

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