“Mio figlio aveva predetto la sua morte”: Carlo Utis, un anno dopo la beatificazione parla la madre

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Carlo Acutis beatificazione

Nel salotto di Verissimo Silvia Toffanin ha ospitato Antonia Salzano Acutis, mamma di Carlo Acutis, che a un anno dalla beatificazione del figlio, avvenuta il 10 ottobre 2020 ad Assisi, ha condiviso dei dettagli incredibili sulla storia del giovane santo

Un racconto toccante, in grado non solo di far venire la pelle d’oca ma di commuovere la stessa Silvia Toffanin quello riguardante la storia di Carlo Acutis, il giovane studente che a seguito della sua morte ha ricevuto la beatificazione. 

Da quest’ultima è passato esattamente un anno e, per l’occasione, la conduttrice ha ospitato nel suo salotto televisivo la madre del giovane santo, Antonia Salzano Acutis.

Il ragazzo, morto a soli 15 anni a causa di una leucemia fulminante, è stato proclamato beato non solo per il suo incredibile quanto precoce percorso di fede, ma a seguito di alcuni miracoli in grado di stravolgere letteralmente la vita di chi li ha ricevuti.

Nel corso della trasmissione vari gli aspetti toccati: dall’arrivo della malattia che ha portato via Carlo nel giro di quattro giorni ai miracoli realizzati e il suo denso, densissimo percorso di fede. Un tema, in particolare, ha toccato tanto la conduttrice quanto gli spettatori.

La madre ha raccontato di aver trovato, a distanza di mesi, un video nel computer di Carlo nel quale avrebbe predetto la sua morte…

La storia di Carlo Acutis, il santo dei millenial

Come raccontato da mamma Antonia, Carlo è sempre stato un bimbo speciale. Fin da piccolo, infatti, si è subito attivato per realizzare opere di carità e aiutare il prossimo e a soli 7 anni chiese di poter ricevere la comunione.

Abitando nella zona centrale di Milano il giovane credente è sempre rimasto molto colpito dal dolore di varie situazioni, come ad esempio quella dei clochard.

Questo lo ha spinto ad impegnarsi attivamente per aiutare gli altri, arrivando a gestire una piccola caritas domiciliare.

Nato a Londra il maggio 1991, Carlo Acutis cresce a Milano, dove passerà il resto della sua vita fino alla morte.

E’ anche grazie ai social che il giovane arriva a divulgare la parola di Dio, un aspetto, questo, che non solo gli farà guadagnare le congratulazioni e la stima di papa Francesco, ma anche l’appellativo di “santo dei millenial”. Ed è, effettivamente, il primo beato della storia ad aver avuto un profilo social.

“Nel suo piccolo cercava di farci prossimo”, ha dichiarato mamma Antonia raccontando i gesti caritatevoli del figlio.

Tutto proseguiva per il meglio fino a quando l’8 ottobre del 2006, esattamente quindici anni, una leucemia fulminante porta via Carlo in soli 4 giorni.

Mentre era sul letto di morte, i dottori chiedevano insistemente a Carlo se provasse dolore, una domanda a cui il giovane rispose: “C’è gente che soffre più di me”.

E fin dal suo funerale avverranno tutta quella serie di miracoli che lo porteranno alla beatificazione e che salveranno, come raccontato, la vita di tante persone.

Carlo Acutis aveva predetto la sua morte: “Morirò quando…”

Fra i dettagli più scioccanti, e toccanti, raccontati dalla Acutis, quello riguardante le dichiarazioni rilasciate dal figlio in un video nel quale aveva predetto la sua morte.

Nella clip il giovane beatificato dichiara: “Morirò non appena raggiungerò i 70 chili”. 

Ed, effettivamente, è deceduto proprio dopo aver raggiunto quel peso. Ma non solo: il ragazzo aveva annunciato alla sua mamma che sarebbe stato beatificato.

Un’altra profezia riguarda le cause della sua morte. In momenti non sospetti, infatti, Carlo disse alla sua mamma: “Morirò perché mi si romperà una vena nel cervello”. Sconvolgente se si pensa che la causa contingentale della morte sarà proprio un’emorragia cerebrale derivante dal collasso dal collasso di una vena a seguito dell’insorgere improvviso della leucemia.

La madre ha concluso la sua intervista parlando di una divina provvidenza, di un disegno più grande di noi che ha fatto sì che Carlo potesse amare tutti dal cielo. Ora per la canonizzazione bisognerà attendere ulteriori miracoli post mortem.

E nel frattempo, per la sua beatificazione, il miracolo scelto riguarda quello della vita di un bimbo, salvato a seguito di un tumore estremamente aggressivo che lo avrebbe ucciso nel giro di pochissimo.

Ma la preghiera a Carlo e la vicinanza con la sua reliquia, che non è un caso che sia un cuore (rimasto intatto) hanno fatto sì, da quello che si apprende, che il fegato di rigenerasse totalmente.

 

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