Omicidio del piccolo Loris, nuovi guai per Veronica Panarello. Le parole del suocero

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Veronica Panarello

Dopo la condanna a 30 anni per l’omicidio del piccolo Loris, per Veronica Panarello arrivano nuovi guai giudiziari. Il suocero: “Voglio lasciarmi alle spalle questa storia, ho già perso mio nipote”

Non sono finiti i guai giudiziari per Veronica Panarello, fra pochi giorni 33 anni, condannata per l’uccisione del figlio di 8 anni Loris Stival.

La tragedia si consumò nell’appartamento di famiglia a Santa Croce Camerina, in provincia di Ragusa, il 29 novembre del 2014, quando il bimbo venne soffocato con una fascetta di plastica e il corpo occultato presso un canale di scolo.

Attraverso le indagini degli inquirenti venne appurata la responsabilità per questi feroci reati della madre Veronica, condannata a 30 anni di detenzione. 

La donna, attualmente detenuta presso il carcere di Novara, si è sempre professata innocente, accusando il suocero Andrea Stival di essere lui l’omicida del piccolo Loris.

Secondo le dichiarazioni della Panarello, infatti, Stival avrebbe ucciso il bambino in quanto quest’ultimo aveva scoperto la relazione clandestina fra i due. 

Accuse rivelatosi poi false, come dimostrato dall’esito di tre sentenze che, come dichiarato dallo stesso Stival alla rivista ‘Giallo’, “chiariscono come sono andati i fatti”. 

Oggi, però, per la Panarello i guai non sono finiti. Durante il processo d’Appello, infatti, non solo rivolse parole ingiuriose nei confronti del suocero, parole per cui è stata condannata con l’accusa di calunnia a ulteriori di due anni oltre al pagamento di 24mila euro di multa, ma lo minacciò anche di morte. 

Ancora guai giudiziari per Veronica Panarello, si apre un nuovo processo

Dopo aver scontato 7 dei 30 anni di reclusione inflitti per l’infanticidio, la Panarello si ritrova ad affrontare una nuova accusa.

La donna, infatti, deve ora far fronte a un ulteriore processo, che si svolgerà a Catania: quello per le minacce di morte a Stival. 

Dopo la lettura della sentenza, esito dei risultati del processo d’Appello, la Panarello rivolse queste parole a Stival: “Sei contento? Sai cosa ti dico? Prega Dio che ti trovo morto quando esco perché altrimenti ti ammazzo con le mie mani”.

L’ex suocero è stato ascoltato in aula come testimone, mentre la donna non era presente in tribunale né fisicamente né in video collegamento.

Quest’ultima attraverso i suoi legali ha fatto sapere che le minacce non erano rivolte a Stival. Una versione che non regge, soprattutto per le prove a suo sfavore.

Nelle riprese, infatti, si vede la donna puntare il dito proprio contro il suocero. Una prova inconfutabile, aggravata dallo sguardo di disprezzo rivolto palesemente nei confronti dell’uomo.

Omicidio del piccolo Loris, parla l’ex suocero: “Esco di scena, ho già perso mio nipote”

Andrea Stival ha rilasciato in esclusiva per la rivista ‘Giallo’ delle dichiarazioni in merito agli ultimi avvenimenti giudiziari:

“Ho raccontato ai giudici tutto quello che successe in aula, quando Veronica Panarello si è rivolta a me, minacciandomi […] ho riferito la circostanza in cui sono state pronunciate quelle parole e tutto ciò che ricordavo. Adesso però voglio lasciarmi questa storia alle spalle“.

L’uomo ha infatti esplicitato che l’ultima delle denunce nei confronti della madre infanticida sia partita d’ufficio, e che non è stato lui a presentarla, specificando:

“Stavolta non andrò avanti. Non mi sono costituito parte civile in questo procedimento. Esco di scena. Non sarei nemmeno dovuto entrarci. Esco per riprendermi la mia vita, consapevole che questa storia mi resterà sempre attaccata addosso perché ho già perso mio nipote Loris […] non voglio vendetta, ho già subito abbastanza”. 

Nonostante l’esito dei processi, la donna ha sempre continuato a proclamare la sua innocenza: “Il signor Stival era in quell’appartamento insieme a me”, disse.

Ma tre sentenze hanno di fatto dimostrato l’innocenza dell’uomo, che adesso vuole provare a riprendere la sua vita in mano.

Dopo lo stigma sociale, la difficoltà a trovare lavoro e l’ardua lotta per dimostrare la sua estraneità ai fatti, oggi Stival non vuole guardarsi più dietro:

Io non devo dimostrare più niente a nessuno – ha dichiarato a Giallo – Ci sono tre sentenze che chiariscono come sono andati i fatti. L’unica cosa a cui penso sempre è a quell’angioletto che non c’è più… Vorrei poter vivere la mia vita serenamente, dopo tutto il male che ho subito, e mettere la parola fine a questa storia. Nient’altro”.

 

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