Ritardi sul monitoraggio degli effetti collaterali e non solo: scoppia il caso Pfizergate

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Il tutto è cominciato con un articolo pubblicato sul ‘British Medical Journal’ a firma del giornalista Paul Thacker, dove si punta il dito contro il gruppo Ventavia, incaricato dalla casa farmaceutico Pfizer di valutare, seppur in minima parte, l’efficacia del vaccino.

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Secondo quanto riportato dal giornalista, Ventavia avrebbe ritardato il monitoraggio degli effetti collaterali e in più avrebbe persino falsificato i dati trasmessi.

Attorno al lavoro svolto dall’azienda texana ci sarebbero delle mancanze denunciate persino da una testimone interna alla Ventavia, che avrebbe presentato il tutto alla Fda (Food and drug administration, l’ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici).

Ma chi è la fonte su cui si è basato l’articolo di Thacker? La fonte sarebbe Brook Jackson, ex-impiegata della Ventavia. La testimone ha lavorato al vaccino Pfizer per due settimane e sarebbe stata di conseguenza testimone di tutti i vari “errori”, come ad esempio quelli di etichettatura, che avrebbe poi di conseguenza compromesso il sistema di valutazione.

Sempre stando alle fonti che sono state interpellate per la stesura dell’articolo sul ‘British Medical Journal’, la Ventavia avrebbe impiegato persino dei vaccinatori non formati in maniera adeguata e quindi di conseguenza c’è stato un rallentamento nel monitoraggio degli effetti collaterali.

Ovviamente tutto questo ha scatenato i commenti su Twitter e nel giro di pochissimo tempo l’hashtag #pfizergate è andato in tendenza con commenti anche da parte di politici nostrani.

Su Twitter in tendenza l’hashtag #pfizergate, tra attacchi ai media e meme

Come ad esempio il deputato leghista Claudio Borghi che ha twittato: “Sorpresi dallo #pfizergate? L’autorizzazione a qualcosa che garantirà un introito di decine di miliardi ad un’azienda dipende da uno studio organizzato dalla stessa azienda. Incredibile pensare che i dati possano essere ‘accomodati’ no?

Ovviamente il fatto che i media italiani, almeno per il momento, non abbiano parlato dell’argomento ha fatto storcere il naso a più di qualche utente: “Raga se cercate “Pfizer” nelle prime pagine dei siti di Corriere e Repubblica non c’è una sola riga sull’argomento“.

E c’è chi opta per l’ironia (come spesso accade su Twitter), creando un meme con la faccia del ministro Speranza al posto di quella di Alessandro Borghese

La vicenda emersa è sicuramente preoccupante e la situazione a è decisamente complessa.

Attendiamo prese di posizione in merito da parte dell’azienda farmaceutica e degli enti deputati.

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