“Ascoltava cortesemente i pirla ma non li amava”: la bordata della figlia di Stefano Rodotà ad una frangia No Vax

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Il movimento No Vax raccoglie al suo interno, oltre a diverse tesi di complotto, anche diverse visioni politiche, mostrando la sua eterogeneità ed universalità rispetto alla dibattuta questione vaccinale ed al suo probabile obbligo se la quarta ondata, così come la stessa pandemia, dovesse prendere una piega decisamente negativa, così come sta accadendo in Austria e Germania nelle scorse settimane, già prima della scoperta della variante omicron in Sudafrica.

Tra le frange “sinistre” del mondo No Vax spiccano quattro nomi su tutti: Ugo MatteiMassimo CacciariCarlo FrecceroGiorgio Agamben. Il prossimo 8 dicembre tutti e quattro saranno ospiti della diretta Facebook ‘Commissione. Dubbio e precauzione’, nella quale si parlerà e si criticherà, come già si fa ampiamente nei vari salotti tv, anche quelli più legittimati, la gestione della pandemia; facendo, molto probabilmente, cenno anche alle ultime congetture proposte da Freccero a Dimartedì.

Tuttavia, qualcosa stona. L’evento social sarebbe organizzato, infatti da ‘Generazioni future Rodotà’. Per chi non lo sapesse, Stefano Rodotà è stato uno stimato giurista ed intellettuale del nostro tempo che poco aveva a che fare con teorie dalla dubbia provenienza scientifica; Rodotà, infatti, scomparso nel 2017, è stato impegnato per molto tempo nella battaglia per i beni comuni.

E’ scontro tra Maria Laura Rodotà e Ugo Mattei

L’appropriazione indiretta in vicende che poco hanno a che vedere con la sua storia non è piaciuta, però, alla figlia, la giornalista Maria Laura Rodotà: “Mio padre era un meridionale illuminista, si sarebbe stravaccinato, ascoltava cortesemente i pirla ma non li amava”, ha commentato aspramente su Twitter, lasciando poco spazio a possibili interpretazioni che possano ancora in futuro accostare il nome del padre al movimento No Vax, malgrado l’associazione sembri voler percorrere un’altra strada

Intervistata da la Repubblica Maria Laura Rodotà ha ricordato che “mio padre con Ugo Mattei si è occupato dì beni comuni. Beni comuni, non complottismo vaccinale. Sarebbe corretto se Mattei e altri smettessero di usare il suo nome“. Anche perché, come si legge nel sito dell’associazione, Generazioni future è ” la Società Cooperativa di mutuo soccorso intergenerazionale ad azionariato diffuso ‘Stefano Rodotà’ nata per promuovere la difesa e la valorizzazione dei beni comuni”. Però c’è un però. Il presidente del Consiglio di Amministrazione è proprio quell’Ugo Mattei citato dalla giornalista e questo complica di non poco le cose; in questi ultimi mesi, infatti, Mattei è tra le figure più in vista del movimento contrario al Green Pass.

Convegno No Green Pass, di cosa si tratta?

Ma cerchiamo di capire perché Torino in questi giorni sia in fermento per il futuro del movimento No Green Pass. Come riportato da La Stampa, lo stesso Ugo Mattei, organizzatore del meeting tenutosi in presenza all’University College of Turin lo scorso 11 novembre, avrebbe dichiarato che il movimento è almeno un modo “per restare in contatto e scambiare informazioni” , le stesse che verranno divulgate mercoledì prossimo su Facebook.

Già in quella occasione il convegno “Le politiche pandemiche”  aveva come ospiti un quartetto d’eccezione: gli intellettuali Massimo Cacciari e Giorgio Agamben (quest’ultimo in collegamento), l’autore tv Carlo Freccero, il portuale triestino Stefano Puzzer. Tutti nomi che si ritroveranno a parlare ancora tutti insieme l’8 dicembre. Ma anche lo stesso Mattei, diversi parlamentari de l’Alternativa c’è e del gruppo misto erano presenti.

La critica più severa resta, comunque, quella di Cacciari: “Lo stato di emergenza non finirà: c’è l’intenzione di trasformare il Green Pass in uno strumento di controllo e sorveglianza permanente sempre più pervasivo” – ha esordito così l’intellettuale – “La pandemia non finirà. Il virus muterà e ci sarà bisogno di altre vaccinazioni, con ognuno che dovrà avere una carta per vivere liberamente. Il governo si sta riorganizzando in chiave tecnocratica per neutralizzare preventivamente dei conflitti che tra poco saranno enormi, visto che saremo in una stagione delicatissima, tra il debito e i fondi da spendere”.

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