Tutti i nomi del Presidente. Intanto Maria Elena Boschi: “Per il Colle va bene anche un nome del Centrodestra”

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La nomina del nuovo Presidente della Repubblica sta destando non poche ansie e preoccupazioni. Tra chi spera che l’attuale Presidente del Consiglio, Mario Draghi, si sposti da Palazzo Chigi al Quirinale e chi, invece, misura i propri futuri alleati a partire proprio da questa elezione, è inevitabile navigare a vista, in quel mare di confusione generato dagli stessi politici pronti a rilasciare dichiarazioni sibilline che possono voler dire tutto ed il contrario di tutto in base al contesto e, ovviamente, alla convenienza del momento.

In questo grande marasma non poteva, di certo, mancare Italia Viva, il piccolo partito renziano divenuto col passare dei mesi quasi l’ago della bilancia dello stesso Parlamento. In un’intervista rilasciata a ‘Il Messaggero’, Maria Elena Boschi si è così espressa sul successore del già compianto Mattarella: “Se si parte con il sudoku dei nomi non si finisce più. Per il Paese c’è bisogno di arrivare al 2023. So per certo che Letta e Conte hanno bisogno delle elezioni anticipate, così come le vorrebbe la Meloni”.

Insomma, parrebbe non volersi sbilanciare più di tanto la capogruppo di Italia Viva alla Camera dei deputati; eppure ad ogni nome tra i più papabili, nonché mediatici al momento, al Colle, si lascia la porticina aperta, in virtù del più elevato cerchiobottismo, cominciando proprio da Mario Draghi: “Se si creassero le condizioni politiche, certamente” – quindi Iv appoggerebbe la sua autocandidatura – “Ma il tema non è solo chi va al Quirinale ma anche e soprattutto chi sta al Governo. Rischiamo di perdere i soldi europei, abbiamo rallentato sulle terze dosi per colpa del ministro Speranza, siamo arrivati lunghi sulla legge di bilancio”.

Italia Viva non chiude le trattative a Destra

Ma ecco il dietrofront: “Se ne riparlerà a gennaio. Noi non stoppiamo nessuna ipotesi, ora l’unica cosa che va stoppata è il contagio”; anche se, tuttavia, su Berlusconi la Boschi preferisce mantenersi volutamente laconica, affermando come non sia nell’interesse del partito di Renzi partecipare al totonomi. Insomma, perfino Giuseppe Conte, a confronto, sembra essere un radicale spogliato brutalmente della propria diplomazia.

Sulla possibilità, infatti, di votare un presidente proposto dal Centrodestra, Italia Viva sembra non tirarsi indietro: “Il problema non è la provenienza della proposta, se di destra o di sinistra. Ma la qualità della persona, l’orizzonte europeista e atlantico, la capacità di essere davvero il garante di tutti”. Una risposta volutamente ingarbugliata che di per sé non vuol dire nulla. Premiare le capacità individuali, infatti, per quanto giusto rischia di esautorare un individualismo già pesantemente estremizzato. La politica è fatta sì di persone, ma anche di idee, principi e pensieri che per forza di cose appartengono ad uno o ad un altro schieramento.

Questo avviene non per un ineluttabile manicheismo, ma per visioni e necessità divergenti della realtà, incapaci di poter soddisfare tutti, ma proprio tutti, e che quindi hanno bisogno di qualcos’altro che non sia la semplice fluidità politica dei nostri tempi, un meccanismo ormai arrugginito e pieno di falle.

Tra Draghi e Berlusconi: ecco alcuni dei possibili candidati al Colle

Una cosa è certa: non si può dire che manchino candidati per il Quirinale. Più o meno consapevolmente, infatti, si aggiungono sempre più nomi alla lista degli eleggibili.

Ma partiamo dal politico più discusso e controverso del momento, Mario Draghi. Tutti i partiti, infatti, hanno accolto con una certa perplessità la sua autocandidatura. Per la prima volta il capo del governo ha preso una posizione netta, spiegando come lui si consideri un nonno al servizio delle istituzioni. Ha raggiunto i suoi obiettivi ed ora il suo governo può andare avanti anche senza di lui; ma solo con la promessa di arrivare a fine legislatura.

Insomma, l’ex banchiere centrale sarebbe pronto a traslocare al Quirinale, lasciando il timone della Presidenza del Consiglio a qualcun altro. Una mossa azzardata, ma che col veto di fine mandato al 2023 potrebbe rivelarsi efficace, malgrado tutti i partiti, tranne Fratelli d’Italia, non vedano di buon occhio questa mossa che potrebbe avvicinare, invece, la data di nuove elezioni amministrative.

Non ha preso per nulla bene la notizia Silvio Berlusconi, in lizza al Colle e dato, dopo Draghi, tra i favoriti.  L’ex cavaliere, infatti, sta tentando in tutti i modi di aggraziarsi più politici possibili pur di essere eletto, gli stessi pentastellati da lui definiti come degli “scappati di casa”, ora hanno dimostrato un valore aggiunto, capendo le difficoltà degli italiani. Indubbiamente un bel cambio di prospettiva.

Mancherebbero ancora sedici nomi all’appello, tuttavia, per sottrarvi alla noia, ecco solo i più favoriti : c’è, dopo Draghi e Berlusconi, Marcello Pera (78 anni), ex presidente del Senato fortemente apprezzato dalla Lega. A seguire una donna, Letizia Moratti (72 anni), da inizio gennaio 2021 vicepresidente e assessore al Welfare della Regione Lombardia, appoggiata per lo più dalla leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Poi tocca ad un Letta, non Enrico, bensì Gianni (86 anni), ex Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, la cui candidatura tuttavia resta al momento debole. E’ più concreta, invece, la possibilità di vedere Maria Elisabetta Alberti Casellati (75 anni) al Quirinale, lasciando così vacante la poltrona da Presidente del Senato.

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