Europa d’arte: alla scoperta delle opere più iconiche del Vecchio Continente. Le riconoscete tutte?

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Da Vinci, Munch, Picasso. Sono solo alcuni degli artisti europei più importanti di tutti i tempi e conosciuti in tutto il mondo.

Per il loro genio, la loro avanguardia ed iconicità, sono diventati anche rappresentati del proprio Paese d’origine in un’interessantissima mappa che ha sposolato sul forum Reddit.

Un’Europa d’arte, vivace e colorata è quella che emerge, infatti, dalla mappa ridisegnata da un redditors.

Alla base di questo progetto ci sono sollecitazioni di altra natura: individuare per ciascun Paese del continente un capolavoro assoluto della sua storia dell’arte, indipendentemente dal periodo di realizzazione, dalla tecnica di esecuzione, dal genere artistico, dalle dimensioni dell’opera, è stato infatti il principio guida dell’autore di questa opera d’arte nell’arte; uscendo così fuori dai classici schemi “fisici” o “politici” che rendono, la maggior parte delle volte, anche un po’ noiose le mappe.

Insomma, è stato un modo creativo ed alternativo di scoprire l’Europa ed i suoi tesori. Ma la mappa non si è soltanto limitata a mostrare i capolavori, più o meno famosi, del patrimonio artistico europeo: ha suscitato la curiosità e la bravura di molti naviganti sul web, tutti intenti a riconoscere quante più quadri o sculture possibili, in una sorta di quiz di cultura generale. E voi, quante tra le opere presenti sapreste indovinare?

Dal Rinascimento al cubismo

Per alcuni dei capolavori proposti non è necessario ragionarci su più di tanto, a cominciare proprio dall’Italia. Tra le tante meraviglie, la “Gioconda” di Leonardo Da Vinci resta, forse, la più iconica in assoluto. Enigmatica e travagliata, come il suo sorriso, la Monna Lisa ha da sempre suscitato un certo fascino, tant’è che Napoleone Bonaparte lo fece trasferire dal Louvre nella sua camera da letto.

Ma l’imperatore non fu l’unico ad essere attratto dalla misteriosa donna. Nella notte tra domenica 20 e lunedì 21 agosto 1911, prima di un giorno di chiusura del museo, la Gioconda venne rubata. Fu un ex-impiegato del Louvre, Vincenzo Peruggia, originario di Dumenza, paesino nei pressi di Luino, a compiere il furto, convinto che il dipinto appartenesse all’Italia poiché sottratto da Napoleone, quando in realtà fu lo stesso Leonardo a vendere il ritratto a re Francesco I nel 1516.

Andando oltralpe, dai cugini francesi, “Impressione, levar del sole” di Claude Monet, si impossessa  della mappa. Realizzato nel 1872, si attribuisce al dipinto l’origine stessa del movimento impressionista, un vero e proprio spartiacque nella concezione della pittura. Il concretismo del Neoclassicismo lasciava spazio, infatti, ad una visione più intima e votata alle impressioni che non alla fedele rappresentazione della realtà che manteneva comunque il predominio della scena.

Eppure, la ricerca di un significato oltre l’oggetto, che pur nella sua plastica neutralità fosse in grado di assumere significati ben diversi da persona a persona, assume la sua forma più alta sotto l’Espressionismo, movimento artistico di inizio XX secolo che contrappone  all’oggettività dell’impressionismo la sua soggettività infondata.

L’anima dell’artista si insedia nella realtà plasmandola irreversibilmente, proprio come accade ne “L’urlo” del pittore norvegese Edvard Munch, simbolo nella mappa del proprio Paese d’origine. La genesi del quadro raccoglie tutto il turbamento del pittore di fronte alla natura: “Camminavo lungo la strada con due amici quando il sole tramontò, il cielo si tinse all’improvviso di rosso sangue. Mi fermai, mi appoggiai stanco morto a una palizzata. Sul fiordo nero-azzurro e sulla città c’erano sangue e lingue di fuoco. I miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura… E sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura“.

Spostandoci verso Ovest, precisamente a Guernica, troviamo i confini spagnoli rielaborati sotto il segno di Pablo Picasso e della sua più celebre opera politica. “Guernica” è il racconto di un’esigenza, di un’improvviso turbamento da mettere su tela, a seguito del bombardamento della piccola cittadina basca da parte delle forze nazionaliste franchiste e dei suoi alleati, la nazista Legione Condor e l’Aviazione legionaria italiana durante la guerra civile spagnola.

L’opera, presente all’esposizione universale di Parigi, servì a far conoscere la storia del conflitto fratricida che si stava consumando all’interno della Spagna, succube del dittatore Francisco Franco fino alla sua morte, avvenuta il 20 novembre 1975. Il bombardamento, infatti, indebolì di molto le forze repubblicane, mostrando invece la forza devastante della storia più cupa del secolo scorso. Il bombardamento di Guernica fu il primo atto di guerra totale dei tempi moderni, le truppe militari nemiche passavano in secondo piano, era necessario terrorizzare la popolazione civile.

Il quadro non poté che destare forte sgomento: la violenza, lo stupore, l’angoscia e la sofferenza sono deducibili esplicitamente guardando, sulla sinistra dell’opera, la madre che grida al cielo disperata, con in grembo il figlio ormai senza vita; da contraltare ad essa l’altra figura apparentemente femminile a destra, che alza disperata le braccia al cielo. In basso nel dipinto c’è un cadavere che ha una stigma sulla mano sinistra come simbolo di innocenza, in contrasto con la crudeltà nazi-fascista, e che stringe nella mano destra una spada spezzata, (simbolo della sconfitta e dell’inutile martirio), da cui sorge un pallido fiore, quasi a dare speranza per un futuro migliore.

Alla domanda: “Avete fatto voi questo orrore, maestro?”, di un ufficiale nazista, Picasso rispose: “No, l’avete fatto voi“.

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