Caso Epstein, morto in cella anche Jean-Luc Brunel: “Le prime prove indicano il suicidio” – sarà davvero così?

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L’ ex agente francese di moda ed indossatore, Jean-Luc Brunel, sospettato di essere coinvolto nel giro di prostituzione minorile del defunto miliardario statunitense Jeffrey Epstein, è stato trovato morto nella sua cella della prigione di Parigi La Santé durante le prime ore di sabato mattina. La Procura di Parigi ha confermato la sua morte all’Afp, agenzia di stampa francese, e ha dichiarato che sul presunto incidente è stata aperta un’indagine.

Jean-Luc Brunel

Secondo quanto riferito dall’emittente francese BFM TV, citando alcune sue fonti vicine, Brunel, che era in custodia cautelare dalla fine del 2020, si sarebbe suicidato impiccandosi nella sua cella. Il suo corpo sarebbe stato scoperto da una pattuglia notturna intorno all’una di notte di sabato mattina. “Le prime prove indicano il suicidio“, ha dichiarato una di queste fonti al Daily Mail, ma al momento non si esclude nessuna traccia.

Le accuse, gli stupri e l’arresto

L’agente di moda caduto in disgrazia è stato arrestato all’aeroporto Charles de Gaulle di Parigi nel dicembre 2020 quando ha cercato di partire per il Dakar, in Senegal, apparentemente per andare in vacanza. Due giorni dopo il suo arresto, è stato accusato di stupro di una minore di 15 anni e di molestie sessuali.

Era  stato accusato, infatti, di abusi da diverse donne con cui aveva lavorato ed era stato già in carcere nel 2020, con l’accusa di aver stuprato una minorenne e di avere molestato sessualmente un’altra donna. La maggior parte delle accuse che gli erano state rivolte negli ultimi anni, però, riguardavano reati ormai in prescrizione.

Virginia Giuffre, una delle donne più coinvolte nel caso Epstein e quella che aveva accusato il principe Andrea di abusi, ha denunciato di essere stata stuprata anche da Brunel: ha affermato di aver dovuto intrattenere “relazioni sessuali con Brunel in diverse occasioni” quando aveva 16 e 19 anni, secondo documenti legali depositati sia negli Stati Uniti che in Francia.

Brunel negò con veemenza le accuse, proprio come fece il principe Andrea. Tuttavia, il reale britannico ha raggiunto un accordo extragiudiziale con la Giuffre, pagando alla donna una somma superiore a 12 milioni di euro e, secondo quanto riferito, in parte sono stati usati i soldi della Regina Elisabetta per il risarcimento. La sovrana, però, non verserà alcuna cifra direttamente alla 38enne, ma alla fondazione della Giuffe dedicata alle vittime di abusi e traffico sessuale. Stiamo parlando di circa 2,5 milioni di euro che Elisabetta prenderebbe dai ricavi che incassa dal patrimonio immobiliare e di vari asset del Duchy of Lancaster.

Brunel ed Epstein: sono davvero suicidi?

Tornando a Brunel, se fosse stato ritenuto colpevole dell’accusa di violenza sessuale commessa su minore, avrebbe dovuto scontare fino a 15 anni in una prigione francese. Ma non solo, una condanna per molestie sessuali aggravate lo avrebbe tenuto dietro le sbarre per ulteriori tre anni, pagando anche una multa di quasi 50.000 euro

Ma l’ex agente era anche sospettato di aver aiutato Epstein ad abusare di ragazze minorenni, tramite la sua agenzia di moda. Secondo il Daily Mail, avrebbe trasportato tre sorelle da Parigi negli Stati Uniti come “regalo di compleanno” per il miliardario statunitense. Ma anche in questo caso, Brunel aveva negato tutte le accuse.

Anche lo stesso Epstein è stato trovato senza vita nella sua cella nell’agosto 2019 in attesa del processo a suo carico per traffico internazionale di minorenni ed abusi sessuali. Nella perquisizione avvenuta nella sua casa di Manhattan quasi tre anni fa, vennero trovate “centinaia di fotografie sessualmente allusive di donne completamente o parzialmente nude”, come riportato dal quotidiano Usa Today.

Venne confermato in quell’occasione che alcune foto ritraevano ragazze minorenni ed in una cassaforte chiusa furono trovati compact disc con etichette scritte a mano ed accurate descrizioni delle vittime. Ma anche la sua morte è stata dichiarata subito come un suicidio.

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