“Mi sembrava di conoscerlo da tempo”: Matteo Bocelli e quell’incontro col suo idolo

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Secondogenito dell’eminenza della musica italiana Andrea Bocelli, Matteo Bocelli è l’unico dei tre figli del tenore ad avere scelto di seguire il padre nella carriera musicale.

Ad onor del vero la terzogenita Virginia (giunta dal secondo matrimonio di Andrea Bocelli) ha appena 10 anni, mentre il primogenito Amos ha optato – dopo aver conseguito il diploma al conservatorio – per diventare un ingegnere.

Ma veniamo a Matteo.

Dopo il duetto con il padre che gli ha regalato una enorme visibilità (‘Fall on Me’ ha raggiunto la cifra importantissima di 300 milioni di stream) Andrea sta lavorando al suo primo album di inediti.

Sono già usciti tre singoli e soprattutto l’ultimo sta avendo un importante riscontro (a livello interazionale frattanto, a giudicare dai commenti al video che vi proponiamo di seguito).

Scritto insieme a Mahmood e Sylvia Tofany, Dimmi è la sua prima canzone in italiano ed in un’intervista a ‘Io Donna’ la ha così descritta:

“Si tratta di un inno all’amore, mi sono sempre definito un’anima romantica: sin da ragazzino mi divertivo a cantare pezzi lenti e d’amore. Per la prima volta porto al pubblico un motivo vicino alla mia essenza: dentro mi sento un antico che si nutre di passione”.

Un antico con passioni musicali molto moderne – nonostante sia cresciuto con l’opera e con la musica leggera: “Ma mi piace anche il rap di Eminem, il rock e principalmente sono un appassionato di pop. Adoro Ed Sheeran, ho avuto la fortuna di conoscerlo grazie a mio padre e lo ammiro come talento e come persona. Quando l’ho incontrato per la prima volta mi ha trasmesso una sensazione particolare, mi sembrava di conoscerlo da tempo”.

Ricordiamo come Bocelli ed Ed Sheean abbiano già collaborato nel 2017, per ‘Perfect Symphony’ ed è possibile vedere nel video ufficiale una grande armonia tra loro.

Grande armonia evidente anche col padre, che oltre ad essere il genitore è sicuramente un mentore:

“Con il babbo c’è molto dialogo, mi dà soprattutto consigli sulla tecnica, quando ho dei dubbi corro da lui, mentre dal punto di vista artistico mi ha sempre lasciato grande libertà. In questi anni ho scritto una settantina di brani. Quelli che mi sembravano più interessanti glieli ho fatti sentire”.

E da buon mentore ha preferito spesso non mentire, bocciando magari alcuni dei suoi brani:

“Ed è giusto così, altrimenti significherebbe avere in mano tante hit e non è credibile”.

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