Tamponi, con l’addio allo stato d’emergenza parte la speculazione? Ecco come stanno le cose

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Il 1° aprile 2022 è stato uno spartiacque importantissimo per l’Italia. Dopo, infatti, due anni abbondanti di pandemia, possiamo dire finalmente addio allo stato di emergenza, perlomeno quello sanitario. In questa nuova fase, tanti aspetti sono cambiati in materia di lavoro, scuola, Green Pass, mascherine e quarantena.

Tampone

Se una delle novità più attese era senza dubbio l’eliminazione del Super Green Pass per sedersi ai tavoli esterni di bar e ristoranti e per utilizzare i mezzi pubblici locali o regionali; da venerdì, infatti, su aerei, treni e navi basta il Green Pass base, così come per accedere ai ristoranti al chiuso, mentre per entrare negli uffici pubblici, così come nei negozi, non è più richiesta l’esibizione del pass, tutt’altra storia riguarda invece i tamponi e i loro costi.

Il caro tamponi degli ultimi mesi nelle farmacie aveva reso necessario l’intervento del governo per far si che i costi rimanessero contenuti rispetto all’emergenza in corso. La variante Omicron, ad esempio, per la sua estrema carica virale, aveva fatto innalzare la richiesta di tamponi. Le file chilometriche fuori dagli hub vaccinali o davanti le farmacie hanno scandito, infatti, le nostre festività natalizie, con un’incredibile impennata dei contagi. Tutti erano alla ricerca di un tampone negativo che salvasse il Capodanno, ma il prezzo da pagare per averlo poteva essere davvero salatissimo.

Addio prezzi calmierati? La risposta di Federfarma

Come dicevamo, quindi, da venerdì è scaduto il protocollo d’intesa firmato dal commissario Figliuolo con Federfarma. Questo implica che le farmacie non saranno più tenute a rispettare i prezzi calmierati dei tamponi, decidendo in totale autonomia il loro prezzo. Un aspetto questo preoccupante, se si pensa che ancora il numero dei contagi in tutta Italia è sostenuto.

Farmacia

C’è il timore fondato, insomma, che un tampone possa tornare a costare tra i 22 e i 35 euro? La risposta arriva direttamente da Roberto Tobia, segretario nazionale di Federfarma, in un’intervista rilasciata a ‘Il sole 24ore’: “Per senso di responsabilità abbiamo inviato una lettera a tutte le oltre 14mila farmacie che effettuano tamponi, invitando a mantenere il prezzo calmierato attuale di 15 euro per l’esecuzione dei tamponi antigenici rapidi. Un consiglio che sono certo sarà raccolto dagli addetti ai lavori sul territorio”.

I prezzi non dovrebbero quindi subire variazioni importanti, tuttavia i ragazzi tra i 12 e i 18 anni non potranno più usufruire dello sconto maggiorato  a 8 euro dei tamponi rapidi, pagando anche loro  15 euro: “I 15 euro sono frutto di un esame fatto all’epoca per coprire i costi del materiale, del personale e dei gazebo, garantendo una minima remunerazione al farmacista” – ha spiegato Tobia – “Noi siamo disponibili a reiterare il protocollo, ma aspettiamo indicazioni dalle istituzioni. In attesa abbiamo indicato una strada precisa ai nostri associati”.

Quasi certamente, quindi, in tutta Italia non si registreranno aumenti significativi per chi si affida al proprio farmacista di fiducia o ai principali laboratori privati. Sia a Roma che a Milano, infatti, non scatterà una corsa agli aumenti, data anche la domanda alta legata al numero dei contagi. Un discorso a parte va invece fatto per i molecolari che non sono interessati da questo cambiamento e resteranno invariati a 70 euro l’uno.

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