Zelensky prima di Zelensky: chi è il “Servitore del popolo”? Curiosità sulla serie in onda su La7

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Se non stupisce che uomo di spettacolo sia diventato un politico e, addirittura, presidente del proprio Paese, quello che invece si digerisce a stento è la speculazione trasversale attorno a questa persona. C’è un Volodymyr Zelensky, infatti, prima di Zelensky e forse nemmeno lo stesso presidente ne è al corrente.

Servitore del popolo

Carismatico, caparbio e fiero, Zelensky ha fondato la sua campagna elettorale e il suo mandato successivamente sulla sua figura forte, ma gentile, rigida, ma poliedrica. Non stupiscono quindi i suoi “discorsi format” presso i vari parlamenti occidentali, volti a sensibilizzare i presenti rendendo estremamente vicino qualcosa di relativamente lontano, o i suoi video, da eroe coraggioso ed ineluttabile, in una nazione devastata dall’avanzata asimmetrica dell’esercito russo.

Per quanto nella narrazione mediatica questo sia giusto – è il presidente ucraino ad avere subito una gravissima aggressione – risulta smielata, calcolata e superficiale la scelta di La7, ma non solo, di comprare i diritti televisivi della serie tv ucraina “Servitore del popolo“, proprio ora, trasmettendo da lunedì 4 aprile – per un totale di 24 – i primi tre episodi. E non perché non sia sano ampliare i nostri orizzonti sull’Ucraina, sulla sua cultura pop e sulla sua storia recente, ma perché l’attore protagonista della fiction – nonché ideatore, regista e sceneggiatore – è proprio Volodymyr Zelensky. Ma facciamo un passo indietro.

Tutti i ciak del presidente

Composta da tre stagioni per 51 episodi, “Servitore del popolo” racconta le vicende di Vassily Petrovich Goloborodko, un insegnante di storia di Kiev di 31 anni, divorziato e arrabbiato con le istituzioni ucraine. A scuola, durante una lezione in classe, si lancia in un monologo appassionato contro la casta, la politica, le disuguaglianze che governano la vita del suo Paese. Un alunno lo riprende e carica il video su Youtube che diventa subito virale. Grazie a quel video, Goloborodko sarà il nuovo presidente del governo di Kiev, servendo come si deve il suo popolo.

Zelensky-Vasily

La serie, uscita nel 2015, ha segnato l’ascesa politica di Zelensky che ha riservato anche al suo partito – né di destra né di sinistra ma di centro, con indirizzo europeista – lo stesso nome, in virtù di un’ottima strategia di fidelizzazione tramite l’assimilazione: durante le elezione del 2019, infatti, l’attuale presidente ha ottenuto più del 70% del consenso dal suo popolo. Non sono mai stati così vicini e sovrapponibili storia e realtà.

A dar voce allo Zelesky italiano sarà Luca Bizzarri: “Sarò la ‘voce’ italiana di Zelensky nella sit-com ‘Servant of the people’, sarò i suoi fiati, le sue pause, la sua risata roca. La rappresentazione teatrale è, soprattutto, responsabilità. Ogni ruolo, ogni rappresentazione, mette l’attore di fronte all’umanità, alla storia delle persone. Ecco perché accettare un lavoro come questo, in un momento così difficile, un po’ mi fa stringere lo stomaco. Perché questa sit-com, queste parole che andrò a dire, hanno cambiato la storia dell’Europa e del mondo intero, comunque la si pensi”, ha scrittore l’attore sulla sua pagina Facebook.

La serie inizia infatti con un Vasiliy/Zelensky estremamente critico sulla politica nazionale ed internazionale, a cominciare proprio dal dirimpettaio presidente russo Vladimir Putin, a cui Zelensky riserva le parole più crude. Allora perché l’operazione suona solo come un’oculata scelta di marketing in tutto il mondo? Forse perché lo è. “Servitore del popolo” è stata acquistata e diffusa negli Stati Uniti dalla piattaforma di streaming Netflix, così come in Estonia, Lettonia e Bulgaria, arrivando in cima alle classifiche nel giro di due settimane.

Con questa mossa, insomma, non si vogliono avallare né le doti attoriali/politiche del presidente ucraino, né avvicinare l’Occidente a Kiev, piuttosto si vuole solleticare nel momento più opportuno la curiosità e il prurito internazionale rispetto al suo personaggio. D’altronde si sa, in guerra e in amore tutto è lecito.

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