Vladislav Maistrouk shock: “Dovete avere paura…” – chi è il divisivo giornalista ucraino?

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Le dichiarazioni propagandistiche a Non è l’Arena di Vladislav Maistrouk e lo scontro con la controparte russa fanno discutere e non poco. Ma chi è il giornalista ucraino, uno dei referenti principali dall’inizio del conflitto e spesso invitato nei salotti televisivi italiani?

Che Vladislav Maistrouk generasse reazioni controverse lo si era intuito dopo lo scontro avvenuto con Sgarbi, ma le ultime dichiarazioni ne sono state la riprova.

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In diretta per Giletti a Non è l’Arena, il giornalista ucraino ha espresso in modo decisamente acceso considerazioni dure riguardanti la propaganda a sostegno della Russia, scagliandosi veementemente contro la controparte, rappresentata dal giornalista Alexey Bobrovsky.

Ma, al di là di ogni possibile considerazione personale in merito, quel che è certo è che Vladislav Maistrouk ha fatto schizzare in alto lo share dei programmi televisivi che lo hanno invitato.

Vediamo chi è uno dei volti più divisivi che rappresentano l’Ucraina in Italia (anche l’unico, si potrebbe dire) e perché, fra vari giornalisti, è stato scelto proprio lui.

Parole pesantissime a Non è l’Arena: le minacce di Maistrouk al giornalista russo

Nel corso dell’ultima puntata de Non è l’Arena, Maistrouk era in collegamento in diretta assieme al collega della controparte russa Alexey Bobrovsky.

Fra i due è partito uno scontro a dir poco acceso, che è finito con forti minacce da parte di Maistrouk nei confronti di Bobrovsky.

Mentre il conduttore è in diretta, ancora una volta, da Odessa, in studio si alimenta un fortissimo dibattito sul conflitto.

Il giornalista ucraino inizia il suo discorso indignato del fatto che sia stato concesso uno spazio a un rappresentante della Russia, incalzando così lo scontro:

“Quando si parla di Shoah si invitano in studio i negazionisti? Non è mai accaduto, è una realtà parallela…”. Una provocazione a cui il giornalista russo risponde di non negare in alcun modo nulla.

Maistrouk lì sbotta, decidendo di insultare e minacciare Bobrovsky persino in russo. Quest’ultimo, ridendo, ha risposto: “Complimenti, mi stai insultando in russo in una tv italiana”.

Ed è lì che Maistrouk gli ha risposto:

“Adesso traduco. Per tutti coloro che sono i mandanti, per tutti i propagandisti e gli esecutori dei crimini contro i civili ucraini, dovete avere paura fino all’ultimo giorno della vostra misera esistenza e ancora incalzando “Ridi fin che puoi, perché poi non riderai più. Abbi paura fino alla fine dei tuoi giorni, perché noi vi troveremo tutti, come ha fatto Israele dopo il 1972, troveremo tutti e li puniremo. E capirete finalmente la lezione di Dostoevsky, delitto e castigo. Ridi fin che puoi, propagandista”.

Chi è Vladislav Maistrouk, il divisivo giornalista ucraino

Cresciuto in Toscana, Vladislav Maistrouk è un giornalista ucraino che, come si diceva, si è fatto recentemente notare sulle tv generaliste italiane per i suoi fervidi interventi a sostegno della propria nazione.

Ed è lì che Maistrouk ha costruito la propria carriera, sia come giornalista che come produttore televisivo.

La parte più importante della sua vita, tuttavia, la vive in Italia, quando si trasferisce da bambino a Grosseto con la sua famiglia. Dopo il suo percorso di studi in Italia, Maistrouk consegue la laurea a Firenze.

Ed è proprio a Grosseto che Maistrouk vive con la madre, dove sono stati accolti la moglie, il figlio e altri parenti in fuga da Kiev.

Lui, invece, ha deciso di rimanere in Ucraina, esponendosi in prima persona nei talk show televisivi italiani.

E’ in questi contesti che Maistrouk si è fatto conoscere, dividendo e non poco gli animi degli spettatori. Le dure parole proferite in diretta in più contesti hanno infatti spesso scaldati gli animi dei presenti.

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Da Cartabianca a Fuori dal coro, Non è l’arena, L’aria che tira e Piazzapulita, il giornalista, questo è certo, ha fatto fare uno share non indifferente.

In quest’ultimo programma si è riusciti a raggiungere uno share del 7,3% mentre lui era collegato in diretta.

Un atteggiamento che, se ha premiato nello share, non lo ha fatto rispetto all’etica giornalistica.

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