Uso dei condizionatori, le nuove stringenti regole del governo: cosa cambia dal primo maggio

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Dal prossimo primo maggio nuove, rigide regole riguardanti l’utilizzo di condizionatori entreranno in vigore. Ecco cosa cambia

Nuove regole in arrivo a partire dal prossimo primo maggio e riguardanti l’utilizzo dei condizionatori. Con un piano specifico il governato ha varato una serie di normative finalizzate al taglio dei consumi dell’elettricità.

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L’obiettivo, che viaggia su un doppio binario, è quello di consentire da un lato la progressiva diminuzione della dipendenza dal gas russo, e dall’altro consentire al governo un margine di manovra per poter individuare fornitori differenti.

Limite all’uso dei condizionatori: ecco cosa cambierà

Puntare al risparmio di 4 miliardi di metri cubi nel 2022 non sarà, sicuramente, semplice. Per tale ragione entreranno in vigore normative molto più stringenti rispetto al previsto, pena il mancamento di tale obiettivo.

L’estate è in arrivo e in un Paese come l’Italia, dove le temperature medie sono abbastanza alte, non sarà sicuramente facile.

Per tale ragione il governo, in vista di un incremento esponenziale dell’utilizzo dei condizionatori, ha deciso di intervenire proprio in merito al loro utilizzo.

Fra le norme che entreranno in vigore la più importante riguarda proprio la riduzione del ricorso ai condizionatori.

Oggetto principale dell’intervento riguarda il raffreddamento (e riscaldamento poi) degli ambienti negli uffici pubblici e nelle scuole, dove la media delle temperature non potrà superare i 19 gradi l’inverno e l’estate non dovranno scendere sotto i 27 gradi.

Minimo il margine di tolleranza di due gradi, raggiungendo dunque la temperature minima di 25 gradi.

Per ora, stante almeno le prime indicazioni emerse, l’intervento non riguarderà ambienti quali le cliniche, gli ospedali e le case di cura che, per loro natura, hanno ovviamente esigenze differenti.

“È giusto che la Pubblica Amministrazione dia il buon esempio” – dichiara Angela Masi, deputata pentastellata proponente dell’emendamento – “tagliando gli sprechi e sensibilizzando i cittadini a razionalizzare i consumi”.

Resta tuttavia aperta la questione dei singoli immobili. Se l’idea, infatti, è quella di multare gli irregolari con sanzioni pecuniarie dai 500 ai 3mila euro, più complesso si rivelerà nei fatti.

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Affinché si possa monitorare l’uso dell’energia elettrica, infatti, sarebbe necessario controllare immobile per immobile, rendendo di fatto quasi impossibile un controllo ai privati.

Ma le difficoltà riguarderebbero anche le stesse aziende. Come è possibile – infatti – controllarle tutte, o anche solo a campione?

Per ora, dunque, il governo Draghi ha deciso di dare il buon esempio partendo dalla Pubblica Amministrazione, nella speranza che il consiglio di limitare l’utilizzo dei condizionatori venga ascoltato dalla cittadinanza.

Un risultato che, tuttavia, potrebbe giovare tutti, sia dal punto di vista ambientale che dal punto di vista dei risparmi. Si potrebbe, infatti, ottenere fino al 7-8% di risparmio sui consumi sul gas, giovando anche al portafoglio di tutti gli italiani oltre che dello stesso governo, che andrebbe a ridurre i costi di condizionamento degli ambienti utilizzati dalla Pubblica Amministrazione.

Le norma, ad ogni modo, rimarrà in vigore dal 1° maggio al 31 marzo 2023.

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