Il siparietto di Friedman di berlusconiana memoria dopo gli attacchi di Conte a Draghi: polemica a l’Aria che Tira

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Il siparietto di Alan Friedman a l’Aria che Tira con Giuseppe Conte ci riporta alla mente quello di Berlusconi con Travaglio. E nel frattempo Conte dice la sua sull’invio delle armi a Kiev e la discussa intervista a Lavrov

Mai come in quest’ultimo periodo i dibattiti nei talk show stanno infiammando gli animi dei presenti e dei telespettatori.

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La decisione, ad esempio, di invitare alcuni esponenti dell’entourage russo o di giornalisti non propriamente allineati con la causa ucraina ha fatto scoppiare enormi polemiche, come enormi sono state le polemiche di chi ha parlato della mancanza di libertà di stampa.

Il caso limite è stata l’intervista a Zona Bianca su Rete 4 a Sergei Lavrov. Nel programma, condotto da Giuseppe Brindisi, è stato invitato a intervenire il ministro degli Esteri russo.

Immediate le reazioni, fra cui quella di Draghi, che ha definito le dichiarazioni di Lavrov come “oscene”.

Fra le voci contrarie alla decisione di invitare il ministro russo anche quella di Giuseppe Conte, che nella puntata di oggi de l’Aria che Tira, in cui era ospite di Myrta Merlino, ha espresso la sua contrarietà con la scelta di invitare un esponente del Cremlino in un momento delicato come questo.

Ma non solo. La puntata è stata particolarmente “calda”, con un Conte che non le ha mandate a dire a Draghi e non ha lesinato critiche anche forti rispetto alla decisione di inviare armi a Kiev.

Parole, le sue, comprese quelle sulla transizione ecologica, che sembrano non essere state gradite dal giornalista statunitense Alan Friedman, di certo non noto per il suo savoir faire.

Friedman, infatti, ha messo in atto un patetico siparietto che ha ricordato quello con Berlusconi e Travaglio.

Vediamo cosa è accaduto.

Il triste siparietto di Friedman a l’Aria che Tira: il gesto della sedia di berlusconiana memoria lascia veramente a desiderare

Sempre a l’Aria che Tira nella puntata di oggi, fra gli ospiti, oltre a Conte c’era Alan Friedman, che non ci ha risparmiato una scena di poco conto.

Entrato nello studio di Myrta Merlino, il giornalista, prima di sedersi, ha pulito la sedia dove era seduto Giuseppe Conte, affermando: “Sono igienico”.

Un gesto, il suo, che di certo non è passato inosservato, e che ha riportato alla mente quel siparietto di berlusconiana memoria quando da Santoro l’ex presidente del Consiglio fece il gesto di pulire la sedia su cui era seduto il giornalista Marco Travaglio.

Conte contro Draghi e Lavrov: l’ex premier non lesina critiche a l’Aria che Tira

L’ex premier, durante il suo confronto con la giornalista Myrta Merlino, ha affrontato differenti tematiche, fra le quali l’intervista tanto discussa a Lavrov e la decisione da parte di Draghi di inviare armi a Kiev.

Sulla prima questione Conte ha asserito senza mezzi termini che se è vero che “la stampa ha il diritto ad essere libera” altrettanto vero è che le dichiarazioni del ministro russo sono “inaccettabili” e, come tali, “andavano contrastate” e dunque “andavano adottate delle cautele per evitare che ci fosse una propaganda senza contraddittorio.”

Sull’invio delle armi a Kiev, poi, Conte sembra anche in questo consesso avere le idee molto chiare.

Ferma, infatti, la sua contrarietà, espressa senza mezzi termini con critiche dure nei confronti del premier Draghi.

“Mario Draghi venga a riferire in Parlamento e ci dica se come Italia siamo falchi o colombe”, ha incalzato Conte.

L’ex presidente del Consiglio ha infatti chiesto se in Italia, attualmente, stiamo andando “nella direzione dei falchi che pensano di sconfiggere la Russia e mettono in conto un’escalation militare” o se, invece, “stiamo andando nella direzione delle colombe per trovare una soluzione politica?”.

Giuseppe Conte ha dunque lanciato pubblicamente un appello a Mario Draghi chiedendo di “spiegare qual è l’indirizzo politico che porta”.

Conte ha poi continuato ad incalzare sulla questione delle spese di riarmo, dichiarando come il nostro paese debba “essere in trincea” non per il riarmo, ma che invece deve “essere in prima fila per la transizione ecologica”.

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