Luce sul caso di Emanuela Orlandi | Un verbale shock rivela chi è stato a rapirla

0
146

Da 39 anni il caso della sparizione di Emanuela Orlandi rimane un mistero: una recente rivelazione shock potrebbe finalmente svelare la verità.

Emanuela Orlandi è scomparsa a Roma, il 22 Giugno del 1983. Ad oggi è uno dei casi più misteriosi della cronaca italiana e dello Stato Vaticano, nel quale la giovane 15enne era residente.

Il caso è stato studiato anche dai servizi segreti di diversi stati, ma nessuno è riuscito a scoprire cosa accadde quell’anno.

Il dettaglio che fa rabbrividire è che quell’anno, a Roma, sparirono 144 ragazzi e 177 ragazze, in tutto 321 minorenni. Alcuni dei giovani sono fortunatamente scomparsi per poche ore, la maggior parte però non è più stata ritrovata.

La prima pista intrapresa fu quella della ‘tratta delle bianche‘. Al caso di Emanuela (figlia di un messo della prefettura della Casa pontificia) fu collegata anche la scomparsa di un’altra coetanea romana, Mirella Gregori. All’epoca l’attentatore del Papa Ali Agca parlò dei due casi come di “una stessa cosa”.

Le uniche informazioni sono emerse diversi anni dopo, di recente riportate dal quotidiano ‘La Repubblica’. A rivelare qualche dettaglio è un verbale del 2008 che riporta le parole di Salvatore Sarnatano, padre di uno dei presunti rapitori. Il figlio si chiamava Marco, morto nel 2007 e uomo di fiducia della Banda della Magliana.

Il verbale shock che ha svelato la verità

Fu il suo stesso padre, Salvatore, a rivelare alle forze dell’ordine il coinvolgimento del figlio nel rapimento di Emanuela Orlandi. Come si può leggere nel verbale, Sarnatano ha dichiarato: “Dopo aver lungamente riflettuto ho deciso di riferire quanto appreso da mio figlio Marco alcuni anni fa in relazione alla vicenda di Emanuela Orlandi”.

“Poco tempo dopo il sequestro, ricordo che eravamo a Regina Coeli sia io che mio figlio” a quel tempo entrambi erano stati accusati di spaccio e detenzione illegale di armi da fuoco, “Quest’ultimo durante l’ora d’aria mi confessò di aver partecipato al sequestro dell’Orlandi“. Una vera e propria confessione, se pur indiretta.

Il figlio raccontò che “per diversi giorni, sia lui che ‘Ciletto’ (Angelo Cassani) e ‘Giggetto’ (Gianfranco Cerboni), pedinarono Orlandi per le vie di Roma su ordine di Renato De Pedis, da loro chiamato il ‘Presidente’. Mio figlio mi disse che dopo averla pedinata per alcuni giorni, ebbero da De Pedis l’ordine di prelevarla“.

“Marco mi riferì che l’avevano fatta salire su una Bmw berlina a piazza Risorgimento ad una fermata dell’autobus. La ragazza salì sulla macchina senza problemi. Almeno questo mi raccontò Marco. Mio figlio mi disse che erano stati sempre loro a prelevare la ragazzina non mi specificò se erano tutti e tre”.

“Quindi la condussero al laghetto dell’Eur dove li stava aspettando Sergio, che era l’autista e uomo di fiducia di De Pedis” continua il verbale, “Stando al racconto di Marco, sia la ragazza che l’autovettura vennero prese in consegna da Sergio”.

Infine l’uomo ha concluso: “Io non so davvero perché Marco decise di raccontarmi del suo ruolo nel sequestro dell’Orlandi, io compresi subito che stava passando un periodo di paura“.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here