Come i media di estrema destra stanno costruendo un network di fake news (e c’entra anche FdI)

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Sono un gruppo di media appartenenti a undici Paesi europei che, unendosi, diffondono disinformazione e odio razziale, e sono vicini a gruppi politici di estrema destra (fra in cui in Italia al partito di Giorgia Meloni). Il fulcro che li unisce? Il portale di rassegna stampa “Unser Mitteleuropa” (Our Central Europe) e un austriaco deceduto con contatti con la scena dell’estremismo di destra.

“Non importa da quale Paese vieni, la lotta è la stessa!”: è con questo slogan i media di più di 25 Paesi europei si sono uniti con l’obiettivo di dare vita a un newtork di estrema destra conservatrice.

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(similarweb.com)

Il loro obiettivo? Creare una rete di supporti ai partiti estremisti d’Europa e combattere l’informazione diffusa dai media main stream.

Il problema? La diffusione a macchia d’olio di disinformazione, fake news e incitamento all’odio, soprattutto razziale.

A dare un quadro generale molto dettagliato di questo nuovo fenomeno è correctiv.org, che in un articolo intitolato: “La lotta è la stessa”: come “Unser Mitteleuropa” sta costruendo una rete di estrema destra in Europa” ha analizzato la diffusione di questo network costituito da numerosi media conservatori.

Attorno al gruppo la figura quasi mitologica di tale Peter H, il fondatore della piattaforma che si articola come una sorta di “rassegna stampa” di questi media.

Come i media di estrema destra stanno costruendo un network internazionale di fake news

Come posto giustamente in evidenza da correctiv.org, fino alla sua morte, avvenuta il 3 novembre del 2021, il nome di Peter H. non era quasi mai emerso in pubblico.

Fino a quando i necrologi pubblicati da diversi media europei hanno fatto emergere quanto fosse realmente attivo il 67enne nell’ambito.

Da chi lo ha definito un “patriota austriaco” e “pilastro importante della redazione del nostro partner Unser Mitteleuropa”Peter H. pare abbia fondato il sito nel 2016 assieme a un gruppo di amici ungheresi.

L’uomo è rimasto nell’ombra fino a quando Karl Öllinger, un esponente del partito dei verdi austriaco, ha affermato che Peter H. aveva “entrambi i piedi nella palude del campo dell’estremismo di destra”, e sarebbe stato dimostrato il suo legame con diversi neonazisti.

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Legame, questo, dimostrato dal fatto che all’inizio del 2021 il fondatore del sito era stato posto sotto processo a Vienna assieme a quattro membri dell’organizzazione neonazista Europäische Aktion.

Il suo nome, tuttavia, non compare in alcun modo sul portale, e non è chiaro in che termini gestisse il sito.

Le indagini condotte da CORRECTIV.Faktencheck mostrano che questa rete di “Cooperazione europea dei media” comprende più di 25 siti Web, che va dai conservatori all’estrema destra, e che ha collegamenti a diversi partiti di destra.

Dall’inizio del 2021, il sito web “Unser Mitteleuropa” ha stabilito collegamenti con numerosi media conservatori e di destra in Europa. La sua diffusione internazionale è notevolmente aumentata grazie alla riproduzione di testi (Illustrazione: CORRECTIV/Benjamin Schubert. Nota: la rappresentazione della rete è intesa solo come esempio.)

Fra i partner citati vi sono Compact Magazin e il think tank americano di destra Gatestone Institute.

Compact Magazine è attualmente sotto osservazione dai servizi di intelligence interni tedeschi ed è stato classificato come “chiaramente estremista”. 

L’obiettivo è quello di avere una portata mediatica più ampia possibile, ma la problematica riguarda il tipo di contenuti diffusi.

Questa rete informativa, infatti, diffonde fake news e fomenta l’odio, anche attraverso interviste con noti politici di destra quali l’austriaco Herbert Kickl di FPÖ, o il membro di AfDPetr Bystron.

I rapporti con l’Italia

I rapporti del network sono molto forti anche con la nostra nazione.

Sempre come riportato da Correctiv.org, uno dei partner del sito sarebbe La Voce del Patriota, vicino per altro al partito Fratelli d’Italia che viene definito dal sito “post-fascista”.

Nel sito viene chiaramente citata più volte Giorgia Meloni e il suo partito, difesa contro i fact check condotti da Pagella Politica.

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