Laura Ziliani, sconvolgenti retroscena sulla sua morte | “Ci voleva uccidere”

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Dettagli sconvolgenti sulla morte di Sara Ziliani, l’ex vigilessa uccisa nel bresciano, gettano una nuova ombra su un caso di cronaca destinato a far parlare ancora a lungo. 

La genitorialità non è una dote innata, né una skill che si acquisisce in automatico una volta diventati padri e madri. Ci vuole tempo, dedizione e perché no, anche, una sorta di predisposizione naturale. Proprio perché si tratta di mettere al mondo e crescere un altro essere umano, il lavoro che si compie sulla sua persona può avere conseguenze irreversibili.

Laura Ziliani

Anche un minino gesto, una parola fuori posto o in più o la semplice percezione che quello che si sta facendo in realtà non è congeniale, può causare nei figli traumi profondi con cui è difficile convivere, soprattutto se i genitori, a loro volta, hanno problemi irrisolti che si trascinano e riservano, magari anche inconsapevolmente, sui propri bambini che diventano col tempo adulti spaventati e indecisi su quale sia in realtà lo scopo ultimo della loro vita.

Così, in una sorta di ciclica colpa dei padri che ricade sui figli, si alimenta questo circolo vizioso di dolore e distruzione familiare che sfocia nella maggior parte dei casi in conflitti profondi, difficili da sbrogliare, proprio come è accaduto a Temù in Vallecamonica in provincia di Brescia, dove è morta uccisa dalle sue figlie l’ex vigilessa Laura Ziliani.

La confessione di Silvia Zani

“Eravamo disperati per i tentativi di mia madre di ucciderci e non sapevamo cosa fare. Secondo la nostra idea mia madre si sentiva bloccata con tre figlie di cui una disabile e l’idea che avevamo era che voleva liberarsi di noi”, ha raccontato Silvia Zani. “E già nell’estate del 2020 iniziammo a pensare al modo in cui risolvere il problema: cioè ucciderla”. Insieme alla sorella Paola e al fidanzato Mirto Milani, Silvia aveva progettato l’uccisione della madre avvenuta a maggio del 2021.

Laura insieme alle figlie

Come riportato dal ‘Giornale di Brescia’, che ha pubblicato i verbali delle confessioni delle figlie una settimana dopo l’inizio del processo davanti alla Corte d’Assise di Brescia, Silvia, Paola e Mirto avevano escogitato un piano. “Dopo che mia madre aveva mangiato i muffin che le avevamo preparato con dentro benzodiazepine, iniziammo a cercare di capire come proseguire nel nostro progetto. Io ero convinta di quello che volevo fare“, ha spiegato ancora Silvia.

“Ero decisa. Sono entrata nella camera da letto di mia madre, ricordo di averle messo le mani attorno al collo, Paola la teneva ferma con il suo peso. Mia madre ha iniziato a rantolare, a quel punto Mirto si è accorto non stava andando come previsto ed è entrato in camera. Ha messo lui le mani sul collo di mia mamma. In un certo senso mi ha dato il cambio”.

Omicidio Laura Ziliani

Stando sempre alle loro confessioni, la madre avrebbe tentato in diverse occasioni di ucciderli con la candeggina nel latte e sostanze caustiche nel sale, così i tre avrebbero deciso di ammazzarla, distruggendo però anche le prove che confermerebbero la volontà di Laura Ziliani. “Il nostro incubo era quello di essere avvelenati da Laura”, ha confessato Mirto Milani. “Perché non abbiamo denunciato? Dal nostro punto di vista se i carabinieri avessero scoperto che Laura voleva farci del male, poi sarebbero per deduzione risaliti a noi, avendo la prova della nostra colpa”.

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