Curava tumori con metodi alternativi | Sentenza clamorosa del tribunale

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Una dottoressa originaria della Sardegna ha subito una sentenza storica. Il Tribunale, infatti, l’ha giudicata per le sue cure alternative contro il cancro: ecco i fatti

Sembrano storie incredibili e di fantasia, eppure esistono davvero. Striscia La Notizia e Le Iene, per esempio, smascherano molti di questi dottori e santoni che prescrivono cure alternative per malattie spesso gravi o gravissima ma poi l’ultima parola spetta sempre ai tribunali.

Tribunale
Sentenza storica contro la dottoressa (periodicoitaliano.it)

In Sardegna, nella provincia di Tertenia in Ogliastra, la dottoressa 52enne Veronica Puddu è finita sotto inchiesta a causa delle cure alternative che dava ai suoi pazienti ammalati di tumore. Il Tribunale si è espresso proprio in queste ultime ore con la sentenza definitiva: le hanno dato l’ergastolo. Ecco cos’è successo.

Curava con metodi alternativi: finita all’ergastolo

Protagonista di questa triste vicenda è Alba Veronica Puddu, di 52 anni, la quale prescriveva ai pazienti ammalati di tumore cure con ultrasuoni e radiofrequenze che, secondo i dati, non avrebbero fatto altro che accelerarne la morte. I famigliari dei tre pazienti deceduti, Davide Spanu, Franco Garau e Fiorenzo Fiorini, si sono costituiti parte civile del processo: i loro tre cari, infatti, avevano sospeso le cure “tradizionali” per iniziare quelle suggerite dalla dottoressa.

La pm Giovanna Marra, in primo grado, aveva chiesto una condanna di 24 anni e due mesi di carcere. In questo grado, la sentenza ha riconosciuto Alba Veronica Puddu come colpevole di omicidio volontario aggravato per uno dei tre pazienti deceduti, circonvenzione di incapace in tre casi e truffa, per due dei tre deceduti. La dottoressa, non presente in aula al momento della lettura, si è però difesa nel processo in Corte d’Assise a Cagliari: Non ho mai proibito o scoraggiato i miei pazienti a seguire le cure tradizionali come chemioterapia e radioterapia. Tutto ciò che hanno fatto è stata una libera scelta di ciascuno“.

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La dottoressa che dava cure alternative contro il cancro (periodicoitaliano.it)

Le indagini, però, non le hanno lasciato scampo. Iniziate dopo un servizio trasmesso in tv nel 2017, nel maggio dell’anno successivo il gip Alterio aveva proibito alla donna di continuare ad esercitare la propria professione: già prima di allora, era stata sottoposta a provvedimento disciplinare da parte dell’Ordine dei medici. In Tribunale, però, la pena richiesta in primo grado dal pm è stata enormemente aumentata: la dottoressa, infatti, è stata condannata all’ergastolo.

L’avvocato della donna non molla la presa: “La severità della condanna, che supera addirittura quella sollecitata dalla pm, ha colto tutti impreparati“, ha dichiarato. A suo dire, aspetta che vengano depositate le motivazioni di tale condanna per poi ricorrere all’appello: “Manca la condotta dolosa e non vi è prova dell’elemento soggettivo dell’omicidio volontario“, spiega. Di questa storia, quindi, ne sentiremo parlare ancora.

 

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