Volvo organizza crash test ‘estremo’: auto lanciate da una gru a 30 metri di altezza

0
88

Crash test molto particolare quello proposto da Volvo, opportunità di formazione per i soccorritori in uno scenario di incidente molto realistico. I dettagli

I crash test organizzati dalle case automobilistiche per verificare la sicurezza dei veicoli da loro prodotti hanno sempre un certo fascino ma quello recentemente effettuato da Volvo è stato a dir poco estremo. Diverse auto sono state infatti issate su una gru e portate ad un altezza di 30 metri, quasi 100 piedi, per poi farle cadere e schiantarsi a terra. Gli esperti di incidenti del brand svedese hanno deciso di adottare questo sistema per migliorare le tecniche di salvataggio dei servizi di soccorso: insomma non un vero e proprio crash test per verificare i danni delle auto quanto piuttosto un’importante opportunità di formazione per permettere ai soccorritori di essere pronti in un qualsiasi scenario di sinistro stradale. Si tratta della prima volta che un esperimento di questo tipo viene effettuato tanto che per i media è il crash test più estremo mai eseguito prima d’ora da un marchio automobilistico. Obiettivo: addestrare gli specialisti che intervengono per estrarre gli occupanti rimasti imprigionati all’interno di un veicolo dopo un incidente, tecnica comunemente nota come estricazione.

“Lavoriamo a stretto contatto con i servizi di soccorso”

Per poterla mettere in atto occorrono però mezzi danneggiati in modo realistico, da qui l’ìdea di farle precipitare dall’alto per simulare gli effetti di uno schianto frontale ad alta velocità. Håkan Gustafson, membro del Team di Ricerca sugli Incidenti Stradali di Volvo Cars ha dichiarato: “Lavoriamo a stretto contatto con i servizi di soccorso svedesi da molti anni. Abbiamo infatti lo stesso obiettivo: rendere le strade più sicure per tutti. Speriamo che nessuno si trovi mai coinvolto in uno degli incidenti più gravi, ma non tutti gli incidenti possono essere evitati. Quindi è fondamentale che esistano e si sviluppino metodi che consentono di salvare vite umane quando si verificano gli incidenti più gravi”.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here