L’annuncio del governatore Fontana: “Lombardia zona arancione”. Cosa cambia per i cittadini lombardi

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Dopo quasi due settimane di attesa, la Lombardia diverrà zona arancione. Cosa cambia per i cittadini lombardi.

Già lunedì 16 novembre, il governatore della Lombardia Attilio Fontana ha dichiarato che i dati epidemiologici della Regione erano da zona arancione e non più da zona rossa. Una dichiarazione che è stata bissata lo stesso giorno dal collega del Piemonte. Insieme i due hanno chiesto al governo di poter ottenere il cambio di zona di rischio già venerdì scorso. Una settimana fa, però, i dati non erano sufficienti per prendere una simile decisione, dunque l’eventuale spostamento è stato posticipato di 7 giorni.

Questa mattina, dunque, ci si attendeva il passaggio alla zona arancione, ma i primi rumor davano una decisione del governo contraria a questa speranza. Secondo le voci, infatti, la Lombardia avrebbe dovuto attendere sino al prossimo 4 dicembre. Una settimana è una grossa differenza, specie per una Regione che può contare su un giro d’affari enorme garantito da negozi e atelier di un certo spessore.

Lombardia zona arancione: l’annuncio di Fontana

Sebbene il governo non abbia comunicato ancora gli spostamenti di zona delle Regioni, poco fa il governatore Fontana ha annunciato che la Lombardia sarà zona arancione. Al momento non è chiaro se lo spostamento sarà reso effettivo a partire da domani o se si dovrà attendere il prossimo lunedì. Questo dettaglio infatti sarà chiaro solo dopo la conferma da parte del governo.

Cosa cambia dunque per la Regione e per i suoi cittadini? Il cambiamento principale riguarda l’apertura dei negozi: in zona arancione tutti i negozi possono riaprire senza limitazioni. Valgono ovviamente le regole nazionali sui ristoranti e locali: saranno permessi solo l’asporto e la consegna a domicilio. Per quanto riguarda gli spostamenti, non sarà più necessario utilizzare l’autocertificazione per quelli all’interno del comune di residenza. Tuttavia sarà ancora impedito spostarsi da comune a comune. Rimangono chiuse anche le palestre, le piscine e i musei.

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